“Prendo atto con viva soddisfazione degli ultimi interventi dell’Onorevole Cannizzaro in tema di
impiantistica sportiva. È positivo che si stia proseguendo il percorso di riqualificazione sui grandi
impianti cittadini, che l’Amministrazione comunale guidata dal già Sindaco Giuseppe Falcomatà ha
portato avanti in questi anni”. A dichiararlo è Giovanni Latella, ex Consigliere comunale delegato
allo Sport del Comune di Reggio Calabria, che ripercorre le tappe fondamentali della rinascita dei
grandi poli sportivi della città.
“Il riferimento principale – spiega Latella – va ovviamente allo Stadio Oreste Granillo, che in questi
ultimi anni ha letteralmente cambiato pelle attraverso una serie di interventi di riqualificazione
mirati e complessi. Giova ricordare l’elenco dei lavori completati, a partire dalla riqualificazione
totale dei seggiolini di tutti i settori, impreziositi da richiami grafici identitari della nostra città. A
questo si aggiungono la sistemazione della copertura della Tribuna Ovest e la certificazione della
tesatura dei cavi e la successiva bullonatura, la seconda decisiva fase dei lavori sui tornelli e il
completo adeguamento dell’impianto antincendio della struttura. Lo stadio è stato inoltre dotato di
un nuovo tabellone luminoso e di due nuove grandi torri faro per una più efficace illuminazione
durante gli eventi serali, senza dimenticare la creazione di una pedana mobile automatizzata, un
segno di civiltà che consente finalmente alle persone con disabilità di assistere comodamente alle
partite insieme ai propri accompagnatori. Il profondo restyling ha riguardato, infine, anche la zona
delle panchine, della sala stampa, dei servizi e degli spogliatoi”.
“Tutto questo – sottolinea l’ex delegato allo Sport – è stato reso possibile intercettando diversi
finanziamenti esterni, per complessivi 4 milioni di euro, senza intaccare minimamente le casse
comunali, grazie al lavoro silenzioso ma eccellente portato avanti dal settore Lavori Pubblici e dai
funzionari incaricati. Somma alla quale si aggiungono circa 400 mila euro annui per il
mantenimento del manto erboso, delle manutenzioni ordinarie, delle utenze e di tutto il
mantenimento dell’impianto. Un upgrade strutturale che ha già dimostrato di essere all’altezza dei
grandi palcoscenici internazionali, come certificato in ultimo lo scorso mese di marzo dalla gara di
qualificazione mondiale della Nazionale Femminile contro la Svezia. Ovviamente, affinché questi
standard vengano mantenuti, sarà fondamentale continuare a garantire la manutenzione
ordinaria, con un’attenzione maniacale e costante al manto erboso che necessità di cure costanti
ed adeguate”.
“Ma la memoria – prosegue Latella – non può limitarsi al calcio. Un discorso del tutto simile, se
non ancora più emblematico, va fatto per il Palacalafiore. Chi oggi vi entra per godersi lo
spettacolo, forse dimentica che nel 2014 il tempio del basket reggino risultava addirittura
mestamente chiuso e inagibile. Oggi, grazie ai nostri interventi di riqualificazione, la struttura
vanta un nuovo parquet, un grande cubo centrale in stile NBA, tribune telescopiche di ultima
generazione, nuovi canestri e nuove panchine e tavoli per gli arbitri. Lavori, per complessivi 3
milioni di euro, che hanno restituito alla città non solo un palazzetto per lo sport di altissimo
livello, ma una vera e propria arena, capace di ospitare eventi di caratura nazionale. Basti pensare
all’evento della nazionale di basket, scesa in campo contro l’Ungheria per le qualificazioni agli
Europei, apprezzando molto il nostro impianto, oltre naturalmente al calore del pubblico reggino,
ed al clamoroso ultimissimo successo dello spettacolo Notre Dame de Paris, che ha di recente
portato a Pentimele, grazie alla qualità garantita dal Promoter Ruggero Pegna, circa 20 mila
spettatori in sole tre giornate”.
“Siamo dunque soddisfatti – conclude Latella – che l’Onorevole Cannizzaro vigili e si interessi con
tanto ardore agli impianti di Reggio. Quando i risultati del buon governo sono sotto gli occhi di
tutti, tangibili e vissuti da migliaia di cittadini, persino la dialettica politica deve arrendersi
all’evidenza dei fatti”.

