Alle spalle del Santuario del SS. Ecce Homo, inoltrandosi nel bosco sacro, si raggiunge una piccola
cappella (nota come la Benedetta), accanto alla struttura si trova una statua in bronzo dedicata a San
Francesco d’Assisi, raffigurato nel momento mistico in cui riceve le stimmate. In uno dei legami con la
tradizione francescana più forti ed immersivi tra quelli radicati da oltre cinquecento anni di presenza dei
frati minori che custodiscono il celebre simulacro ligneo dell’Ecce Homo scolpito da Fra Umile da
Petralia. La direzione artistica del Messurga ha fortemente voluto che l’Incontro con l’autrice Nuccia
Benvenuto, che ha dialogato con Raffaella Elia, si svolgesse proprio in questo luogo suggestivo.
Nuccia Benvenuto, autrice di “Di tante la voce”, pubblicato nel 2024 da Edizioni Clandestine – Gruppo
Santelli, grazie alle stimolazioni puntuali della socia fonfdatrice dell’APS Raffaella Elia, è riuscita a far
emergere i passi che nascono da un percorso di ricerca dedicato a donne dimenticate e relegate
nell’ombra, restituendo loro memoria, dignità e voce. Così nel secondo pomeriggio di approfondimento,
ieri, si è parlato di letteratura, memoria, donne, identità e di tutte quelle voci che meritano di essere
ascoltate e non dimenticate.
Nel passaggio ancora emozionante alla Mostra fotografica “L’ombra del passato la luce del presente”
a cura di Francesco Fassari, disponibile nel Chiostro del Santuario, ci si è così avviati a godere di
“Caro nonno” di e con Cielo Pessione Fabrizi sul sagrato del Santuario.
Prima, l’ennesimo omaggio a Francesco Guccini, che si ripeterà ogni sera sempre a cura di Piero
Marrazzo, ed il reading di Patrizia Fulciniti e Gianni Paone, dell’associazione Terra di Mezzo di
Vallefiorita, che hanno messo in scena “Ricordare desidero”, un vero e proprio momento sacro, tra
l’urlo d’indignazione di Pablo Neruda (Spiego alcune cose), la poesia di Edith Sitwell (Ancora cade la
pioggia) e la solenne gratitudine di Jorge Luis Borges che, con Altra poesia, ci ha riportati alla luce.
A concludere la magia ed il rigore di Cielo Pessione Fabrizi, nipote del grande Aldo Fabrizi,
protagonista dello spettacolo “Caro nonno”: una rappresentazione teatrale di un viaggio emozionante
nella memoria di uno dei più grandi artisti della cultura italiana, raccontato da chi ne ha condiviso gli
affetti più autentici e ne ha studiato il mito del cinema, del teatro della poesia. Il numerosissimo ed
attentissimo pubblico, ha potuto godere di risate, malinconia, memoria e cultura, come in rarissime
occasioni è possibile!








