Il culto alla Vergine Maria SS. degli afflitti a San Procopio

Un ricco programma religioso, un itinerario spirituale e mariano nella settena alla Madonna degli Afflitti, dal 10 al 17 settembre a San Procopio dove si venera l’icona mariana a cui samprocopiesi – e non solo – sono devoti, e aspettano ogni anno per rivivere un appuntamento importante per tutta la comunità che si raduna attorno alla Vergine Addolorata, la Madonna degli Afflitti, un legame profondo e secolare che rinnova l’amore alla Madre che estende la corrente di misericordia per tutti i suoi figli. Il culto popolare e secolare, tramandato dalle generazioni, affonda nelle radici evangeliche e della tradizione. Si contempla quel corpo martoriato e ucciso dalla violenza che viene accolto dalle braccia protettive della Madre, lei lo aveva generato alla carne, e lo riprende con sé, diventando una pietra vivente sulla quale il Figlio poggia il capo.

L’immagine in cartapesta, diventa una Pietà che ha fatto breccia nel cuore dei fedeli. La Madre “in piena comunione con il Figlio si offre sulla croce per la redenzione dell’umanità”, ed è rappresentata dalla toccante scultura nella quale si contempla il Figlio disteso accanto alla postura della Madonna nella quale risplendono i colori che bruciano e ardono di passione e di dolore. Un’altra tappa importante durante la settena, è la rievocazione del miracolo della lampada. Ogni anno, dopo la messa vigiliare, la veglia di preghiera fino all’alba si prolunga con canti in vernacolo in onore della Vergine degli Afflitti. La lampada votiva arde, “in ricordo della forte sudorazione avventa il 27 dicembre del 1908 alla presenza di un testimone, Rocco Galimi, che avvisò dell’accaduto alcune persone del luogo. L’evento era preludio al sisma che da lì a poco si verificava, causando dolore e sgomento. Il miracolo racconta che alcune persone affermano di aver visto la Madonna girare intorno alla lampada in modo vorticoso, l’olio bolliva tergiversandosi sul pavimento della chiesa, rimanendo sempre allo stesso livello, senza mai consumarsi, mentre i devoti lo asciugavano con pezze e batuffoli di cotone che sono stati conservati per ricordare il prodigio avvenuto (Cfr. Il Culto di Maria SS. degli Afflitti venerata a San Procopio, Humanities – Anno V, Numero 10.12.2016, di M. M. Battaglia). Il giorno in cui la chiesa venera la Vergine sotto il titolo di Addolorata il 15 settembre, una tavola rotonda alla presenza del Vescovo di Oppido M. – Palmi, Mons. Francesco Milito, con il sociologo il prof. Mimmo Petullà e con la partecipazione della giovane teologa la dott.ssa Roberta Licari, un incontro moderato dal parroco, il sac. Vincenzo Leonardo Manuli: si discuterà sul ruolo di Maria, Miryam in ebraico, prima cristiana, nella preghiera e nella religiosità popolare. Anticamente era diffusa l’idea che una figura materna proteggesse un popolo, un gruppo, una città, e il cristianesimo non poteva che sviluppare questa mentalità. La Vergine ha sempre svolto un ruolo unico nella grazia e per la fede, ha cooperato con Gesù con la risposta e con la propria obbedienza, serva premurosa, la cui mediazione materna non intacca il ruolo di Cristo. Il titolo con cui è venerata, Madonna degli Afflitti, ella è stata sempre vista dai devoti come difesa e rifugio nella percezione di una esistenza minacciata da situazioni di pericolo e di sofferenza. Il ricorso a Maria nelle circostanze di fragilità, fisica e spirituale, non evidenzia un aspetto utilitaristisco della religione, tentazione nella qualche si può cadere, anche quando a volte nella devozione ci si prefigge il ricorso al divino per la soluzione ai problemi.

Il cuore del culto mariano ha il suo culmine, Maria porta a Gesù, lei che si è fatta sinodo, portando nel grembo l’Altissimo, ha una missione, di portarci al Figlio, ripetendo la prossimità manifestata nelle nozze di Cana: Fate quello che vi dirà.

Buona festa a tutti.