ALTOMONTE – Il Consolato Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria rinnova anche
quest’anno la propria convinta adesione al Festival Euromediterraneo di Altomonte con la direzione
artustica di Antonio Blandi di Officina delle Idee, in programma dall’’11 agosto al 3 settembre
2026, una delle manifestazioni culturali calabresi che più profondamente interpretano la vocazione
mediterranea della nostra regione.
Il tema scelto per questa edizione – “Culture, immagini, suoni, danze e parole per il dialogo tra i
popoli del Mediterraneo” – rappresenta pienamente lo spirito con il quale, in questi anni, il
Consolato ha cercato di costruire e rafforzare le relazioni tra la Calabria, il Marocco e l’intera area
mediterranea.
«Ho aderito convintamente, come negli anni precedenti, al Festival Euromediterraneo – afferma
Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria – perché credo
che oggi abbiamo ancora più bisogno di luoghi nei quali i popoli possano incontrarsi, conoscersi e
riconoscersi. In un Mediterraneo attraversato da guerre, tensioni e nuove contrapposizioni, la
cultura deve avere il coraggio di indicare una strada diversa».
Per Naccari il Mediterraneo non può essere considerato esclusivamente come un confine geografico
tra Europa e Africa.
«È stato per millenni una grande via di comunicazione attraverso la quale sono passati popoli,
commerci, lingue, religioni, musiche, tradizioni e conoscenze. Dobbiamo tornare a pensarlo come
uno spazio comune di relazioni. La Calabria e il Marocco, pur appartenendo a sponde diverse,
condividono una naturale vocazione mediterranea e possono contribuire concretamente alla
costruzione di questo dialogo».
È proprio in questa prospettiva che si inserisce la collaborazione sviluppata negli ultimi anni tra il
Consolato e il Festival Euromediterraneo, insieme a Officine delle Idee e alla Federazione Italiana
Tradizioni Popolari, che ha portato alla nascita e alla crescita del progetto dell’Orchestra dei Suoni
e delle Parole del Mediterraneo.
«L’Orchestra – sottolinea Naccari – nasce da un’idea molto semplice: mettere insieme ciò che
spesso la storia, la politica o la geografia tendono a separare. Musicisti, strumenti, sonorità, parole
e tradizioni differenti possono incontrarsi e produrre qualcosa di nuovo senza che nessuno debba
rinunciare alla propria identità. È forse questa una delle immagini più belle del Mediterraneo che
vorremmo costruire».
La presenza del maestro Jamal Ouassini assume, in questo contesto, un particolare valore
simbolico. Violinista marocchino di rilievo internazionale, Quassini rappresenta artisticamente
quell’incontro tra culture che costituisce uno degli elementi centrali dell’edizione 2026.

