Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro dal 15 ottobre.
Il Presidente Lorenzo Labate: “Mortificata l’essenza del nostro essere imprenditori”.

Da domani purtroppo, con l’introduzione della certificazione verde obbligatoria in tutti i posti di lavoro, per le attività del commercio e del terziario nuove difficoltà e per l’ennesima volta rischio caos e stress per i titolari.
Regole fumose e incerte, attribuiscono ulteriori responsabilità in capo ai datori di lavoro.
L’Azienda con un solo dipendente che non intende avere il certificato verde, è vero che non dovrà sopportare il ‘costo’ del lavoratore ma è altrettanto vero che si troverà nella quasi impossibilità di svolgere l’attività.
Stessa cosa nel caso in cui ad ‘assentarsi’ sia un dipendente con particolari e specifiche competenze non altrimenti fungibili nel contesto aziendale.
Anche in questo caso ricadrà tutto ed ulteriormente sulle spalle del titolare che, in questa condizione, viene lasciato solo ad occuparsi della sopravvivenza della sua attività! Attività che, forse qualcuno lo dimentica, ha (o dovrebbe avere) anche un valore sociale e rappresenta elemento di ricchezza delle nostre città.
La possibilità di sostituzione del dipendente ‘assente’ per 10 o 20 giorni è un assurdo, non risolve nessun problema. Come se per un imprenditore la selezione e scelta di un collaboratore possa completamente prescindere da Fiducia, Esperienza e Professionalità.
Giusta la Campagna vaccinale, la sensibilizzazione e la promozione di tutte le misure necessarie al contenimento della diffusione del virus. Come Confcommercio Reggio Calabria abbiamo sempre sostenuto questa linea, ma l’imprenditore non può essere ‘utilizzato’ come strumento per raggiungere l’obiettivo.
Non è la strada giusta e non sono giuste tempistica e modalità dell’intervento. Per l’ennesima volta, purtroppo, viene mortificata l’essenza del nostro essere imprenditori!

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