GIOIA TAURO , Settembre è il mese durante il quale le giornate….

Settembre
Settembre è il mese durante il quale le giornate si accorciano e la natura si prepara al lungo sonno invernale; è il mese dei colori che ammaliano l’anima, dei profumi che rapiscono i sensi, degli ultimi frutti estivi.
In campagna finita la lavorazione dei terreni ci si prepara alla semina del grano.
A settembre, sulla spiaggia, le ombre si allungano e diventano fantasmi che ritornano dal passato per sedurre il cuore.
E mentre l’ultimo canto della cicala addolcisce il tramonto, ognuno fa il bilancio della propria estate.
A Gioia Tauro, l’estate è stata caratterizzata dalla spazzatura: strade, lungomare e spiagge sporcati con rifiuti di ogni genere.
Per non parlare dell’aria, alle diossine emesse dal termovalorizzatore, sito in Contrada Cicerna, si sono aggiunte le diossine emesse dai rifiuti che, quasi ogni notte venivano bruciati in molti punti della città.
E’ mancata l’estate gioiese, è mancata la spensieratezza, la voglia di uscire, di esserci, di dire “c’ero anch’io”.
A parte i “Caffè Letterari” della storica Kairos e la rassegna “Gioia Film Fest”, niente di eccezionale.
Un’estate particolarmente calda, ma particolarmente povera, a Gioia Tauro.
Un’ estate dove gli episodi di cronaca nera, nazionale e internazionale, mi hanno fatto riflettere sulla condizione dell’uomo che, ormai senza Dio è peggio degli animali.
Per non parlare degli incendi che, hanno distrutto i bellissimi boschi, non solo della nostra regione, ma in tutto lo stivale.
Io darei 30 anni di carcere ai piromani. Anche gli alberi , gli animali e i fiori hanno un’anima.
Cosa dirvi della mia estate?
Ebbene posso sicuramente affermare che il detto “ Quando si chiude una porta si apre un portone” corrisponde alla realtà.
Ho trovato nuovi lettori, nuove pagine da riempire, una nuova esperienza, tutta in salita.
Ho continuato, nonostante il caldo torrido, a scrivere poesie e racconti, ho gettato le basi per un nuovo romanzo.
Ho presentato il mio libro a Rosarno, ho assistito all’inaugurazione del Museo dell’arte contadina a Oppido e ho sognato sotto il cielo stellato a Lubrichi, ascoltando le parole di Pier Paolo Pasolini.
Ho pianto nei momenti di sconforto e mi sono emozionata a Delianuova, ascoltando le poesie di Lorenzo Calogero.
Ho detto addio a Carmela Madaffari, sindaco di Santa Cristina d’Aspromonte, una donna che ammiravo per la sua tenacia.
Ho cercato le Muse sul monte sant’Elia e all’affaccio di Località Motta a Palmi, trovandole naturalmente, perché la Piana del Tauro è “maledettamente maledetta, ma maledettamente bella”.
Bella da morire!
Ed eccomi pronta a voltare pagina, a dire addio all’estate 2017, pronta ad abbracciare un altro autunno, fatto di foglie ingiallite, di rosse siepi, di rondini con la valigia già pronta e di struggenti nostalgie.
In fondo il cuore, con il passare del tempo, diventa un piccolo cimitero, dove le lapidi con il passare del tempo aumentano.
Alcune, le riempiamo di candele e fiori, altre le lasciamo spoglie, perché, forse non valgono nemmeno il ricordo.
Un altro autunno carico di scritti, di speranze, di lacrime e sorrisi, rigorosamente da condividere con tutti voi , per molto tempo spero.
E come scriveva Lorenzo Calogero : ” Quando spira vento autunnale, sono vento anch’io”.
Caterina Sorbara