Gioia Tauro : Elevazione ed inaugurazione del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro.

Si è tenuta ieri a Gioia Tauro, alla presenza delle massime autorità civili, religiose e militari della provincia di Reggio Calabria, la cerimonia di elevazione ed inaugurazione del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro.
Prima del tradizionale taglio del nastro, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, ha precisato che i Carabinieri a Gioia Tauro sono presenti dal 1862.
Lo stabile che è adesso la loro sede è stato sequestrato nel 2005 alla famiglia Mammoliti di Castellace.
Il Generale ha poi spiegato che il provvedimento ordinativo, eleva un comando già esistente a Gruppo con relativo potenziamento in termini di uomini e mezzi.
Provvedimento che rientra in una manovra finalizzata a rafforzare il dispositivo di controllo del territorio dell’Arma in una Regione ad alto indice di criminalità organizzata, dove opera una tra le più potenti organizzazioni criminali.
I Carabinieri da sempre basano la loro forza sul controllo del territorio e sulla prossimità al cittadino, garantiti dalla capillare diffusione delle loro caserme.
Subito dopo il Comandante della Legione Carabinieri Calabria, Vincenzo Paticchio, dopo aver sottolineato l’importanza del momento, in una provincia dove la ndrangheta è ben radicalizzata; ha ricordato il sacrificio dei Carabinieri Stefano Condello e Vincenzo Caruso nella strage a Contrada Razzà di Taurianova del 1 aprile del 1977.
E’ importante il controllo del territorio e la lotta alle mafie è necessaria per la sicurezza dell’Italia.
A seguire il Ministro dell’Interno Marco Minniti, ha rimarcato l’importanza dell’Arma in un territorio dove la ndrangheta vuole controllare tutto e tutti.
La lotta alla ndrangheta è una partita che lo Stato deve assolutamente vincere per il bene della democrazia.
Il porto di Gioia Tauro è la porta del Mediterraneo, un’infrastruttura che deve essere completamente controllata dallo Stato e non dalla ndrangheta.
Minniti si è poi soffermato sulla strage Razzà, ricordando il sacrificio dei Carabinieri Condello e Caruso.
Dopo la cerimonia dell’alzabandiera, il taglio del nastro da parte delle Madrine dell’evento: Antonietta Elisabetta Condello, figlia dell’appuntato Stefano Condello e Lorena Lupo nipote del carabiniere Vincenzo Caruso, a cui la Caserma è stata intitolata.
L’evento che ha registrato anche la presenza della Fanfara del 10° reggimento Carabinieri Campani, si è concluso con un conviviale rinfresco.
Caterina Sorbara.