


ZUMPANO (CS), venerdì 12 dicembre 2025 – La transizione energetica non è solo un traguardo
ambientale ma un nuovo equilibrio da costruire. Nel momento storico in cui l’Italia accelera su
fotovoltaico ed eolico, la vera sfida si chiama sicurezza del sistema: produrre tanta energia pulita
serve, ma serve soprattutto saperla governare.
ENERGIA, FORMARE E INFORMARE, PRIMO SERVIZIO PUBBLICO IMPRESA
Lo ha detto l’Amministratore delegato di Omnia Energia Spa Vincenzo D’Agostino che all’indomani
dell’importante giornata di formazione dedicata al Controllore Centrale di Impianto (CCI),
organizzata presso la sede di Zumpano e aperta anche a operatori del settore e tecnici provenienti
da Basilicata e Puglia, rilancia una delle principali e forse più importanti mission aziendali:
informare e formare è il primo servizio pubblico che un’impresa energetica può offrire oggi al Sud.
ADEGUARSI SIGNIFICA METTERE IN SICUREZZA IMPIANTI E ACCEDERE A INCENTIVI
Siamo nel pieno di una rivoluzione energetica in cui – spiega il manager di Omnia-È – ogni
impianto fotovoltaico o eolico diventa, di fatto, una micro-centrale che dialoga con il sistema
Paese. E quando queste micro-centrali non sono coordinate, il rischio è la perdita di controllo sui
flussi, come già accaduto con i blackout che hanno colpito di recente, Paesi come Spagna e
Portogallo. Adeguarsi, quindi, non è solo un obbligo ma un vero e proprio investimento sulla
sicurezza e sulla continuità produttiva.
FOTOVOLTAICO ED EOLICO, OBBLIGHI E OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE
La delibera ARERA del 5 Agosto 2025 introduce un obbligo nazionale per tutti gli impianti di
produzione da fonte rinnovabile non programmabile, quindi fotovoltaico ed eolico, di potenza
superiore a 100 kW connessi in Media Tensione. La norma impone l’installazione del Controllore
Centrale di Impianto (CCI), un dispositivo che consente al gestore di rete di: regolare da remoto la
produzione quando necessario; intervenire in caso di sovrapproduzione; mantenere stabili tensione
e frequenza della rete; prevenire fenomeni di instabilità e blackout.
FINO A 10MILA EURO A CHI ADEGUA TEMPESTIVAMENTE GLI IMPIANTI
L’obiettivo – spiega ancora l’Amministratore delegato – è semplice quanto decisivo e punta ad
integrare la grande quantità di energia rinnovabile in modo sicuro e ordinato, evitando squilibri
come quelli registrati recentemente in altri Paesi europei. – La delibera prevede inoltre un incentivo
fino a 10.000 euro a fondo perduto per chi adegua tempestivamente il proprio impianto. Il
contributo, però, si riduce del 25% ogni trimestre a partire da Marzo 2026 fino a Febbraio 2027,
data questa, oltre la quale, i costi di adeguamento sono a totale carico del produttore, con rischio
di distacco coattivo degli impianti non conformi.
SENZA COOORDINAMENTO TANTE PICCOLE CENTRALI A RISCHIO INSTABILITÀ
Se in passato le centrali di generazione permettevano un controllo totale, oggi la diffusione
massiva di impianti rinnovabili distribuiti ha cambiato gli equilibri del sistema elettrico. Ogni
impianto è una piccola centrale. Ma tante piccole centrali senza coordinamento possono creare
instabilità. Ecco perché il CCI è la tecnologia che rimette ordine assicurando coordinamento,
dialogando costantemente con la rete e regolarizzando rapidamente i momenti critici. È, in altre
parole, la cintura di sicurezza della nuova transizione energetica.
FORMAZIONE CONTINUA, OMNIA LABORATORIO PER IL MEZZOGIORNO
L’evento formativo, realizzato insieme alla società ETM, ha trasferito competenze tecniche a
imprese, installatori, energy manager e operatori del settore provenienti da tutta l’area del
Mezzogiorno. Omnia, infatti, nasce e continua a operare con una missione chiara: sviluppare
competenza che ricade a beneficio del territorio. Abbiamo attraversato vent’anni di transizione
energetica – sottolinea ancora l’imprenditore – e oggi più che mai sentiamo la responsabilità di
essere guida e presidio per chi crede nell’autoproduzione e nella sostenibilità come leva
economica.
L’AD D’AGOSTINO: NON PERDIAMO TEMPO, È UN’OCCASIONE STRATEGICA
Il Sud – conclude Vincenzo D’Agostino – sta investito molto nelle rinnovabili. Oggi abbiamo
l’obbligo di proteggere questi impianti, renderli sicuri, valorizzare gli investimenti fatti e contribuire
alla stabilità del sistema elettrico nazionale. Adeguarsi significa cogliere l’incentivo massimo,
evitare blocchi futuri e far parte attiva del cambiamento. È il momento di muoversi e di farlo
insieme. Precisa infine che la capacità produttiva, entro febbraio 2026, dei soli 3 produttori di CCI
nazionali non sarà sufficiente a soddisfare gli impianti da fonte rinnovabile superiore ai 100 kWp in
Italia; un rischio concreto per i produttori di energia che non si attivano subito, a non percepire il
contributo massimo messo a disposizione. – (Fonte: Omnia É/Zumpano – CS – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).
