Catanzaro, sabato 24 gennaio 2026 – Se uno ritiene di essere bravo ed ambisce giustamente a
raggiungere posizioni di elevata e specifica professionalità in ambiti distintivi e su scala nazionale o
internazionale è giusto che parta per proseguire altrove la sua carriera. È fisiologico ed è normale.
Rientra nella statistica delle cose. Ma tanti altri, probabilmente i più, che decidono di partire con
sole e normali aspirazioni di collocazione lavorativa, sacrificando famiglie e affetti, sopportando di
vivere lontani dalla loro terra nella quale vogliono ritornare e dalla quale continuano a ricevere
puntuali e duraturi sostentamenti economici, necessitano di una prospettiva diversa. A tutti loro,
giovani e giovanissimi, oggi possiamo dire che si può scegliere di tornare, dopo essere partiti con
aspirazioni sincere ed esser stati però presto traditi da città medie e grandi del centro nord del
Paese, divenute di fatto inospitali ed insostenibili, invivibili complessivamente dal punto di vista
umano prima ancora che da un punto di vista strettamente economico. Ed a quanti non sono
ancora partiti possiamo dire che si può scegliere di restare, perché esistono qui, nella nostra terra,
quelle condizioni di qualità della vita ma anche quelle possibilità di investire tempo, energie,
progetti ed aspirazioni personali e di crescita che in altre regioni, spesso meta di emigrazione quasi
automatica dalla Calabria e dal Sud, non vi sono per tutti perché non possono esservi per tutti. È
questo il nocciolo della nuova e necessaria narrazione della nostra regione, della quale dobbiamo
sentirci tutti co-protagonisti, dalle famiglie alle scuole, dalla Politica alle Istituzioni, partendo da
una riconsiderazione culturale ed economica, con consapevolezza ed orgoglio, delle potenzialità
straordinarie del nostro patrimonio agricolo e di biodiversità. Un dato recentissimo su tutti:
all’interno dei numeri dell’agroalimentare italiano che, grazie al Governo Meloni ed al Ministro
Lollobrigida, segnano per il 2025 un nuovo record con 73 miliardi di export, c’è anche il dato della
Calabria che ha raddoppiato le proprie esportazioni, confermando non siamo più un luogo da cui
fuggire, ma uno spazio credibile dove tornare per costruire futuro, lavoro e dignità. Stiamo
dimostrando che i nostri sono prodotti che iniziano ad essere attrattivi. Questa è la vera sfida e
serve proseguire nella direzione di costruzione di economia e lavoro oltre che di fatturato per dare
a ragazze e ragazzi la possibilità di scegliere se partire o restare qui.
Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, rivolgendosi alla nutrita platea di
studentesse e studenti dell’agrario e dell’alberghiero dell’IIS Majorana di Corigliano-Rossano.
Complimentandosi col Dirigente Scolastico Saverio Madera l’assessore Gallo ha inaugurato la nuova
cantina didattica, il nuovo vino prodotto dalle uve dei vigneti dell’azienda agricola speciale del
Majorana che conta 18 ettari, l’ultima edizione della birra artigianale prodotta nel laboratorio
attivato l’anno scorso, l’extravergine della, molito con le olive raccolte dagli studenti negli uliveti
della Scuola e candidato al concorso nazionale Ercole Olivario Future Renisa a Perugia e il “Sybaris
e mi scialo”, primo di una serie di panini identitari, ispirati al Marcatori Identitari Distintivi (MID)
della Calabria Straordinaria.
Insieme all’assessore Gallo sono intervenuti anche, in collegamento dalla Spagna, il presidente
nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, il comunicatore strategico Lenin Montesanto, il
maestro pizzaiolo Daniele, Donato Sabatella di Catasta Pollino e Sibari, Fortunato Amarelli e Maria
Praino, amministratore unico di Magisa – Riso di Sibari, il Sindaco di Cirò, Mario Sculco, Antonino
Fonsi e Vincenzo Gallo, presidenti di zona Coldiretti di Rossano e Corigliano e Maria Grazia Minisci,
presidente di Confagricoltura Cosenza. – (Fonte: IIS E. Majorana/Corigliano-Rossano –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)



















