SARACENA (CS), lunedì 28 settembre 2026 – Un’estate che ha riempito il paese di senso. Ha fatto
tornare i passi nei vicoli; ha portato musica nelle piazze, i bambini negli spazi pubblici, i viaggiatori
verso la montagna; ha raccolto le famiglie attorno al Patrono e il Moscato dentro il racconto della
Calabria che vuole riconoscersi e farsi riconoscere. È questa la cifra della stagione appena
conclusa: non intrattenimento, ma identità che diventa esperienza.
UNA STAGIONE COSTRUITA CON UNA VISIONE PRECISA
È quanto dichiara il Sindaco Renzo Russo tracciando un bilancio dell’estate saracenara, segnata da
una programmazione diffusa che ha attraversato centro storico, passando per le piazze e
allargandosi verso i Piani di Masistro e Novacco e nei luoghi della cultura e dell’identità popolare.
Insomma, non una somma di eventi, ma una scelta: far vivere Saracena nella sua interezza,
coinvolgendo comunità, associazioni, famiglie, visitatori e territori vicini.
SCARANO MUSIC FEST, LA PIAZZA COME LUOGO CHE TORNA A RESPIRARE
La visione di fondo – sottolinea il Primo cittadino – è stata quella di proporre esperienze capaci di
far abitare il paese. Ogni iniziativa è stato un tassello del più grande mosaico dell’idea di comunità.
E lo Scarano Music Fest è sicuramente l’emblema della filosofia sottesa alla programmazione
estiva: non occupare uno spazio pubblico per qualche sera, ma restituirlo alle persone, alla musica,
alle relazioni e alla vita del centro storico. Piazza Scarano è diventata laboratorio di comunità,
dimostrando che la cultura funziona quando non resta sul palco, ma scende tra la gente, muove
economie diffuse, genera incontro e fa riscoprire luoghi che chiedono soltanto di essere vissuti.
DA MASISTRO AL CENTRO STORICO: TUTTO STA NELLA DESTINAZIONE
ESPERIENZIALE
Il passaggio del Va’ Sentiero Fest a Masistro, la promozione del Moscato a Vinitaly and the City
Sibari e gli eventi nel cuore del borgo hanno fatto il resto, rafforzando la direzione di una Saracena
non più solo luogo, ma un sistema. Insomma, tutto compone una destinazione esperienziale che
punta a generare valore, reputazione e permanenza.
SAN LEONE, IL CUORE POPOLARE DEL PAESE CHE SI RITROVA
I festeggiamenti in onore di San Leone Vescovo hanno rappresentato il momento più intenso di
questa identità condivisa. Fede, devozione, ritorno, accoglienza, musica e partecipazione hanno
confermato che la festa patronale resta il cuore popolare di Saracena: il momento in cui chi vive il
paese, chi torna e chi arriva da fuori si riconosce nello stesso simbolo. Il punto – evidenzia Russo –
non è dire che abbiamo fatto tante cose. Il punto è capire perché le abbiamo fatte. Abbiamo
provato a tenere insieme ciò che siamo: tradizione popolare e infanzia, fede e musica, sport e
montagna. C
GRAZIE ALLA RETE CIVICA CHE HA RESO POSSIBILE LA STAGIONE
Un lavoro di squadra – aggiunge il sindaco – che ha visto insieme associazioni, volontari, comunità
parrocchiale, realtà culturali e sportive, attività economiche e tutti coloro che hanno contribuito alla
riuscita delle iniziative. Senza questa rete civica, nessuna programmazione sarebbe diventata
davvero esperienza collettiva. L’estate – conclude Russo – ci consegna una responsabilità: non
fermarci alla stagione. Il nostro obiettivo è continuare a rafforzare il legame tra luoghi, persone,
identità e servizi. Un paese resta vivo quando non si limita a ricordare ciò che è stato, ma trova il
coraggio di trasformare la propria storia in futuro. – (Fonte: Comune di Saracena – Cs –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)







