Draghi pronto a tagliare 6 miliardi alla sanità: la pandemia non ha insegnato nulla

Il Covid non avrebbe dovuto insegnarci quanto fosse importante la sanità pubblica? Quante volte lo abbiamo sentito dire durante la pandemia mentre il governo di turno scimmiottavano infermieri e medici per il lavoro da “eroi?”. Bene, la verità è però un’altra, ed è il caso di dirla. I nostri eroi delle parole e dei tweet non se ne fanno nulla. Avrebbero bisogno di aumenti di stipendio, di migliorie negli ospedali e, più generalmente, maggiori fondi per la sanità. Invece il governo Draghi continua sulla solita scia ed è pronto ad indebolire ulteriormente la sanità con quasi 6 miliardi di tagli: è quanto emerge dalla Nadef, la Nota di Aggiornamento del Def (Documento di Economia e Finanza) che è stata recentemente approvata dal Parlamento con una risoluzione di maggioranza. Come scrive L’Indipendente, “se da un lato il documento della maggioranza prevede che il Governo si impegni a consolidare la crescita del Pil e ad utilizzare le risorse di bilancio anche per la sanità, dall’altro leggendo la Nadef si nota che in questi anni (tra il 2022 ed il 2023) si andrà a danneggiare ulteriormente il sistema sanitario con una diminuzione della spesa prevista per quest’ultimo. Dopo aver accresciuto le spese sanitarie di 6 miliardi nel 2021, con una spesa prevista di 129 miliardi, per il 2022 la cifra indicata è di 125 miliardi, mentre nel 2023 si prevede di sborsare 123 miliardi”. In pratica, la spesa diminuirà di 4 miliardi l’anno prossimo e di altri 2 miliardi fra due anni: “Ciò significa che nell’arco di 2 anni saranno messi a disposizione della sanità 6 miliardi in meno. A poco servirà il leggero aumento di spesa messo in conto per il 2024, anno in cui si prevede di spendere 124 miliardi. Nello specifico nel documento si legge che ‘nel biennio 2022-2023 la spesa sanitaria a legislazione vigente calerà del -2,3 per cento medio annuo per via dei minori oneri connessi alla gestione dell’emergenza epidemiologica’ e che ‘a fine periodo è prevista una crescita limitata, dello 0,7 per cento, ed il ritorno ad un livello del 6,1 per cento del PIL’”. Il governo Draghi ha dunque dimostrato di aver scelto di non comprendere la lezione fornita dalla pandemia. “Il sistema sanitario nazionale, proprio a causa dei tagli effettuati negli ultimi 10 anni, non è stato in grado di fronteggiarla senza trascurare altre patologie. Il governo Draghi, però, si muove in direzione opposta, la medesima dei tagli alla sanità pubblica che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni”.