
CORIGLIANO-ROSSANO (CS), martedì 28 aprile 2026 – Le dimore storiche italiane non
rappresentano soltanto un patrimonio monumentale ma sono a tutti gli effetti una leva concreta di
sviluppo economico, turistico e sociale. In Italia i beni culturali privati censiti sono circa 46 mila,
hanno generato nel 2024 oltre 35 milioni di visitatori e attivato investimenti superiori a 1,9 miliardi
di euro. È dentro questa visione contemporanea del patrimonio, come infrastruttura viva capace di
produrre valore condiviso, che si inserisce anche Palazzo Amarelli, selezionato tra le tappe
calabresi della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche.
CORIGLIANO-ROSSANO NEL CIRCUITO NAZIONALE DELL’ADSI
Domenica 24 maggio Corigliano-Rossano sarà tra le città protagoniste della manifestazione
nazionale dedicata, quest’anno, al tema Custodi di futuro – Un patrimonio vivo per un valore
condiviso, insieme ad Acconia di Curinga, Marcellinara, Catanzaro, Aiello Calabro, Amantea,
Lungro, Sangineto Lido, Scandale, Cotronei, Cariati, Taurianova, Cannavà, Polistena, Locri, Tropea
e Vibo Valentia. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), gode del
patrocinio del Ministero della Cultura, di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, di ANCI e della
Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, confermando il valore strategico riconosciuto al
patrimonio culturale privato nella costruzione dell’offerta culturale italiana.
PALAZZO AMARELLI, DALLA FORTEZZA AL MODELLO DI TURISMO IDENTITARIO
La presenza di Palazzo Amarelli nel circuito nazionale ADSI conferma il ruolo assunto negli anni
dalla storica dimora rossanese come luogo capace di coniugare memoria storica, cultura d’impresa
e attrattività territoriale. La struttura, infatti, conserva ancora oggi l’impianto della residenza
fortificata nata per difendere il territorio dalle incursioni ottomane e identificata da diverse
ricostruzioni storiche con l’antico Castello Sant’Angelo edificato nel Cinquecento con gli avanzi
dell’arsenale di Thurio. Nel tempo, attorno alla residenza si è sviluppato un complesso produttivo
che testimonia il passaggio dalla struttura feudale alla proto-industrializzazione agricola, culminata
nel 1731 con la nascita del Concio, il sistema di estrazione industriale del succo di liquirizia che ha
reso la famiglia Amarelli riconoscibile nel mondo. LA RADICE E L’INGEGNO, DUE MID CHE HANNO RESO LA CALABRIA ICONA NEL MONDO
All’interno dell’esperienza Amarelli, inoltre, convivono due Marcatori Identitari Distintivi (MID) della
Calabria Straordinaria: la Liquirizia di Calabria e l’invenzione dei primi conci per l’estrazione
industriale del succo dalla radice, entrambe censite nella mappatura ufficiale MID per la loro
unicità universale, che raccontano il rapporto tra risorsa naturale, innovazione produttiva e
memoria industriale. A queste specificità si aggiungono il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli,
unico museo aziendale al mondo dedicato interamente alla liquirizia, l’Archivio Storico di Famiglia
dichiarato di interesse nazionale e la riconoscibilità internazionale delle storiche confezioni in
metallo, entrambi insediati all’interno della dimora storica e divenuti nel tempo una delle immagini
più iconiche del Made in Italy identitario.
Proprio il Museo nel corso degli anni, grazie al suo connubio perfetto tra racconto e location, che
ne ha reso ancora più suggestiva la narrazione, si è consolidato come uno dei principali attrattori
culturali privati della Calabria, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici e
all’ampliamento dell’offerta esperienziale regionale. Studenti, tour operator, associazioni,
viaggiatori e comunità educanti trovano nella Fabbrica-Museo un luogo capace di coniugare
produzione, divulgazione, storia d’impresa e promozione territoriale. – (Fonte: Amarelli Srl/Museo
della Liquirizia Giorgio Amarelli – Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying).