DELIANUOVA -Incontro con lo scrittore Gioacchino Criaco,

Si è tenuto venerdì 20 aprile a Delianuova, nella graziosa cornice della libreria “Librarsi” un incontro con lo scrittore Gioacchino Criaco, che a dieci anni dal grande successo editoriale e cinematografico di “Anime Nere”, torna con un romanzo ambientato ancora in Calabria, dal titolo “La Maligredi”.
L’incontro si è aperto con i saluti del dott. Raffaele Leuzzi che ha ricordato l’editore Luigi Pellegrini, scomparso da poco e del Consigliere Comunale Angelo Gioffrè che si è soffermato sull’importanza della cultura, volano di sviluppo di un territorio.
Subito dopo il dott. Leuzzi ha dialogato con l’autore che, ha parlato a grandi linee del suo nuovo romanzo.
Ambientato nella seconda metà del secolo scorso nel suo paese natale, Africo, un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria,diviso in due porzioni:Africo Vecchio e Africo Nuovo.
Partendo da uno spaccato sociale, reale, ha sviluppato un romanzo duro, forte, che narra, di un background dalla mentalità arcaica, con una economia di stampo medievale, di povertà, di ignoranza, di tradizioni, di Santi Protettori, processioni, miracoli e feste locali, di “rispetto” ,di “dritti” e di “malandrini”.
Racconta di un popolo ingenuo, credulone ed innocente; di una comunità che condivide gioie e dolori, bisogni, necessità, tragedie; nelle “rughe” dove ci si conosce tutti e dove non è necessario chiudere la porta di casa; dove si cresce con i “cunti” delle persone anziane, analfabete, ma degne di una cultura orale tramandata da sempre di generazione in generazione e il cui valore è inestimabile.
Narra di emigrazione, di valigie pronte per la Germania, meta di pellegrinaggio, in cerca di un futuro migliore.
La Maligredi è una specie di maledizione, che in un modo o nell’altro, complice lo Stato, impedisce l’evolversi di un popolo che non si è mai sottratto alla lotta.
Ed è proprio la rivoluzione il cuore pulsante di tutto il romanzo. La ventata di aria nuova, di idee innovative, arriva da Papula, personaggio realmente esistito, Rocco Palamara, che figlio di fornai emigrati in Germania, torna nel suo paese e non lo riconosce.
Dopo l’alluvione del 1951 infatti, la gente di Africo, dai piedi dell’Aspromonte viene sradicata e reimpiantata sulla costa jonica calabrese, creando una sorta di moderno campo profughi dove il mare e il vento, il libeccio, promettevano l’inizio di una vita migliore.
Ci sono poi tre ragazzi, Nicola, Filippo e Antonio, che vivono le loro avventure adolescenziali marinando la scuola e avvicinandosi pian piano, e forse anche inconsapevolmente, alla criminalità.
Un romanzo ricco di persone che restano nella mente e nel cuore; un romanzo che parla di donne, di mogli e madri quali colonne portanti delle famiglie, che lottano affinché le cose possano cambiare. Donne che insieme ai figli e per i figli danno vita alla rivoluzione per i propri diritti, contro lo sfruttamento, gli “gnuri” della terra e contro lo Stato che sta dalla parte dei malandrini.
Il sogno di cambiare un paese, e tutto il sud, attraverso il racconto della rivoluzione aspromontana del 1968, dove le donne hanno avuto un ruolo fondamentale eroine dimenticate di un passato complicato, dove la”sopravvivenza” è stata un braccio di ferro tra Legge e Stato in senso lato, e una popolazione che ha lottato con tutte le sue forze per superare l’ostacolo della povertà e del pregiudizio.
Infine il dott. Leuzzi, ha ricordato il prossimo incontro letterario che si terrà l’11 maggio.
Caterina Sorbara