VACCARIZZO A. (CS), giovedì 2 aprile 2026 – Nelle case che costellano il Salotto diffuso di Vakarici
la tradizione del costume arbëresh, con i suoi pizzi, i suoi colori ed i suoi ori, non resta appesa agli
armadi ma prende forma, si taglia, si cuce, si indossa. E, soprattutto, si trasforma. È su questa
traiettoria che prosegue il progetto inserito nel Protocollo di Intesa tra l’Amministrazione Comunale
e l’Istituto di Istruzione Superiore Palma – Green Falcone Borsellino di Corigliano-Rossano, guidato
dalla dirigente scolastica Cinzia D’Amico, nel solco della 43esima Rassegna del Costume e della
Cultura Arbëreshe, con gli studenti chiamati a reinterpretare e realizzare gli abiti che sfileranno
nella prossima edizione.
LA TRADIZIONE CHE SI PROGETTA TRA STOFFE E CARTAMODELLI
Non è un laboratorio. È un vero e proprio cantiere culturale. L’abito non è solo tessuto, ma
linguaggio; e non è nemmeno solo forma, ma racconto. Dall’idea alla realizzazione, gli studenti
hanno attraversato tutte le fasi della creazione sartoriale: dal lambadhor al cartamodello, dal taglio
dei tessuti fino all’assemblaggio finale. Un percorso guidato e coordinato dalla docente Maria
Francesca Nigro, che ha accompagnato i ragazzi in un processo completo di ideazione,
progettazione e industrializzazione del prodotto moda, trasformando la didattica in esperienza viva.
COSA INDOSSEREBBE OGGI UNA DONNA ARBËRESHE?
È questa la domanda – contemporanea e allo stesso tempo identitaria – che ha acceso il lavoro
creativo. Tre le risposte, tre visioni, tre abiti che parlano linguaggi diversi ma radici comuni: uno
stile street, dove il denim incontra le mappe dell’Arberia e dialoga con simboli e dettagli dorati; una
proposta elegante, con la seta viola che richiama i codici cromatici della tradizione; una
reinterpretazione iconica, quella dell’abito nuziale, trasformato in chiave moderna senza tradire la
sua anima.
Quando i ragazzi lavorano con questa intensità e questa partecipazione – sottolinea il Sindaco
Antonio Pomillo – significa che stiamo facendo qualcosa di giusto: stiamo trasformando la
tradizione in esperienza, in consapevolezza, in identità vissuta. Non stiamo conservando il passato,
bensì lo stiamo rendendo presente. Sulla stessa linea l’Assessore Giovanni Romano, che evidenzia
come l’entusiasmo registrato tra gli studenti sia il segnale più forte di un progetto che funziona
perché coinvolge, appassiona e rende protagonisti.
LA DIREZIONE CREATIVA DI ROKA CHE CREA UN PONTE TRA MEMORIA E FUTURO
Per il direttore creativo di Roka Produzioni, Roberto Cannizzaro, il senso del progetto è chiaro dalla
sua ideazione. Questa esperienza – dice – contribuisce a far conoscere la cultura arbëreshe anche
oltre i confini del territorio. È un ponte tra passato e futuro, dove la tradizione diventa linguaggio
contemporaneo.
A VAKARICI L’IDENTITÀ È IN CONTINUA EVOLUZIONE
Dentro la visione strategica del Salotto Diffuso, quindi, la cultura non è più solo patrimonio da
tutelare, ma materia viva da trasformare nel solco della contemporaneità. Quando un ragazzo
immagina, disegna e realizza un abito della propria cultura – conclude Pomillo – non sta solo
imparando un mestiere ma sta scegliendo di appartenere ad un pezzo della nostra memoria. E
questa, per noi, è la forma più alta e duratura di identità. – (Fonte: Comune di Vaccarizzo Albanese
– Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)