Mesoraca 06 09 2026
Ieri, la terza giornata del fitto programma del Messurga Opera Prima è iniziata nella Sala
Capitolare del Santuario del SS. Ecce Homo, con il profondo incontro con l’autore dedicato a
“Un’altra pelle – La scelta di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha spezzato
l’omertà” (Luigi Pellegrino editore) di Antonio Anastasi che ha dialogato con il Professor
Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia dell’Università della Calabria
(Unical) ed il giornalista ed amministratore Simone Puccio. Antonio Anastasi, giornalista del
Quotidiano del Sud, stimolato dagli spunti emersi rispetto alle scelte di Salvatore Cortese ed ai
muri di ipocrisia che “ambientano” quella che dovrebbe costituire l’argine antimafia. “La
credibilità processuale della scelta di Cortese può e deve imporre lo sdradicamento di un altro
muro di omertà, quello sulle zone grigie che sembrano concedere troppi spazi di grigio,
nonostante l’impegno ed i risultati di pezzi importantissimi dello Stato”. Il confronto tra lotta
alle cosche e permeabilità della società era stato animato dall’intervento del professor Costabile:
“diventa oramai non più dif eribile scardinare l’ipocrisia e gli af ari dell’antimafismo che
decreta il fallimento del sistema degli atenei calabresi: a Cosenza è arrivato il momento di fare
nomi e cognomi”.
Letteralmente “affollata” la partecipazione al successivo incontro sul Sagrato del Santuario con
Elisa Chiriano che ha dialogato con Luigi de Magistris, attraverso le rivelazioni di “Poteri
occulti” (edito da Fazi Editore), nella descrizione puntuale dell’evoluzione eversiva dei poteri
nascosti in Italia dalla Prima Repubblica a oggi, con più di un passaggio che ha descritto
“l’evoluzione” della strategia della tensione e degli obiettivi della P2, fino alle moderne forme di
criminalità istituzionale e neoliberista. Attraverso gli omeggi a Guccini ed alle interpretazioni
canore di Anna Rizzo, l’ex Magistrato, europarlamentare e Sindaco di Napoli non ha fatto
mancare ragionamenti e dichiarazioni molto forti, senza mai smettere di brandire la bandiera
della speranza. “La linea di confine tra disagio, devianza e crimine è troppo sottile: il compito,
per chi ci crede, è portare il battito cardiaco della democrazia tra la gente, in mezzo ai disagi,
agli ultimi, non tra i salotti opulenti, e Messurga Opera prima alimenta la fiducia”. Al termine,
con la presenza già attiva di Giovanni Marconi che con il suo “Dal probabile declino alla
possibile rinascita” (edizioni Rubettino) è tra i finalisti della sezione saggistica, è stato dato
appuntamento al programma, appunto, della giornata della prima finale del Premio che vedrà
anche l’omaggio a Filippo Falbo


















