CITTANOVA – “Nascita e resurrezione di Cittanova”, scritta da Giuseppe Manfrindi e diretta dal maestro Antonio Salines,

Il 12 agosto 1618 Girolamo Grimaldi, principe di Gerace e possessore dell’immenso feudo che si estendeva da Gerace a Radicena, emanò il bando con cui fece confluire i superstiti dei villaggi rasi al suolo da peste e terremoti tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Aveva chiesto ed ottenuto l’assenso del re di Napoli e di Spagna di edificare il “Nuovo Casal di Curtuladi”, poi Casalnuovo: a quella data risale la nascita della cittadina al margine sud-orientale della Piana di Gioia Tauro, sulla destra del Torrente Serra, che nel 1852, per decreto reale di Ferdinando II di Borbone, assunse l’attuale denominazione di Cittanova.

Qualche sera fa a Cittanova in piazza San Rocco, nell’ambito dei nutriti festeggiamenti per i 400 anni del nobile comune pianigiano, è stata messa in scena l’opera dal titolo: “Nascita e resurrezione di Cittanova”, scritta da Giuseppe Manfrindi e diretta dal maestro Antonio Salines, fortemente voluta e curata dalle associazioni culturali Kalomena e Cittanuova per festeggiare appunto, il quattrocentesimo compleanno di Cittanova.

Un lavoro molto importante e sinergico che, ha registrato non solo l’unione dei due sodalizi della città, ma anche le maestranze locali; l’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Francesco Cosentino;la Presidenza del Consiglio Regionale della Calabra; la Bcc di Cittanova; la Scuola di Recitazione della Calabria diretta da Walter Cordopatri e la banda cittadina diretta da Gianni Romano.

Prezioso il cast di attori: Debora Caprioglio; Barbara Bovoli; Francesca Bianco; Fabrizio Bordignon; Susy Sergiacomo; Walter Cordopatri; Giuseppe Cattani ; Francesco Rizzo e gli allievi della SRC.

I costumi sono stati curati da Annalisa Di Piero; aiuto regista Carlo Emilio Lerici; violino solista di Francesca Bruzzese e la voce di Silvia Morano.

Una serata densa di emozioni, che ha raccontato i terremoti come quello del 5 febbraio del 1783, le rivolte, le trasformazioni, le bandiere della passione, come quella rossa esposta da una finestra del liceo Classico, i molti cittanovesi illustri e tanto altro ancora.

Una grande e appassionante storia che ha emozionato fino alle lacrime il numeroso pubblico presente.

Caterina Sorbara