CITTANOVA -chiedo la pubblicazione della seguente nota, apparendo un diritto di replica dovuto a chi viene menzionato in un articola a mezzo stampa contenete numerose imprecisioni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 29-01-2018

Sono Antonio Giovinazzo, indagato nel procedimento penale pendente presso il Tribunale di Palmi dell’inchiesta denominata “Principessa”. Con riferimento all’articolo pubblicato da codesto quotidiano Gazzetta del Sud in data 20/01/2018, ai sensi della vigente normativa sulla stampa chiedo la pubblicazione della seguente nota, apparendo un diritto di replica dovuto a chi viene menzionato in un articola a mezzo stampa contenete numerose imprecisioni che falsano la corretta lettura dei fatti.
In particolare, l’articolo fa riferimento ad una ricostruzione fantasiosa dei fatti della quale non si comprende la possibile fonte essendo destituita da qualsiasi fondamento il dato di una distrazione di fondi del patrimonio aziendale della “Oliveto Principessa” per non pagare i creditori. In particolare, l’articolo riporta che su proposta del sottoscritto, l’Assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità di concedere in locazione l’intera struttura.
Mi pare doveroso ribadire che la “Uliveto Principessa Park Hotel” di Cittanova è una struttura alberghiera con classificazione a 4 stelle lusso realizzata dalla famiglia Giovinazzo negli anni 2000/2003, per completare la struttura alberghiera, la famiglia Giovinazzo ha contratto 2 mutui bancari per € 4.500.000,00, altri finanziamenti e 2 Leasing di importi considerevoli, tutti sono garantiti da fidejussioni personali, e con apporti finanziari personali.
Da una tale valutazione sembra improbabile che sia stato possibile distrarre il patrimonio aziendale così come descritto nell’articolo del quotidiano.
La struttura alberghiera oggetto di sequestro è il risultato del sacrificio economico del sottoscritto e di un’intera famiglia di imprenditori, che hanno deciso di investire tutti i risparmi ed una parte consistente del proprio patrimonio immobiliare per realizzare un’attività nella quale credevano fermamente ed in grado di rilanciare le sorti di un intero territorio.
La società “Oliveto Principessa Srl”, era una realtà economica imponente in Calabria, fino alla data del sequestro preventivo del 15 giugno 2011, con oltre 60 dipendenti, ed un bilancio assolutamente sano e tale da escludere qualsiasi possibile pericolo di decozione dell’azienda . La struttura che al momento del sequestro era sana questa struttura, come altre aziende sequestrate in Calabria, è stata ed è gestita da liquidatori, curatori o amministratori giudiziari ( alcuni dei quali addirittura si trovano a gestire contemporaneamente più aziende commissariate con settori di lavoro completamente differenti), questa situazione comporta l’assenza e la non competenza che porta diritto al fallimento di tutte le aziende.
Non può e non deve sottacersi che oggi il 97% delle aziende sequestrate dallo Stato non riesce a sopravvivere alla gestione degli amministratori giudiziari nominati dai vari Tribunali.

Che fa sorgere la spontanea domanda: come si può governare un’azienda nel settore del turismo, se gli amministratori giudiziari non hanno mai avuto competenze in tale materia? La stragrande maggioranza dei curatori e amministratori giudiziari, e quella di delegare i dipendenti alla gestione delle aziende, e di occuparsi attivamente solo quando l’azienda è fallita per venderla a pezzi, un’azienda, va gestita quotidianamente, impossibile gestire a distanza. Senza parlare di tutte le cause di lavoro tra dipendenti di aziende sequestrate. Sono bravissimi nella loro specifica professione, ma un’impresa va diretta da imprenditori e manager con spiccata professionalità nei settori specifici delle varie aziende commissariate.
Ribadisco che la società proprietaria del Park Hotel Uliveto Principessa al momento del sequestro era sana. Se oggi dovesse versare in crisi profonda con ricorrenti rumors di un imminente fallimento tali responsabilità non sono certo da ascrivere ai proprietari estromessi a seguito dei provvedimenti di sequestro ma a coloro i quali sono stati nominato in loro vece.
Nonostante tutto, rimango molto fiducioso nel lavoro della Magistratura, che saprà valutare e discernere serenamente in tempi brevi i fatti contestati.
Antonio Giovinazzo