Vibo – Al Mia il fotografo vibonese vince la I° edizione del Premio Ram Sarteano

Tutto è iniziato lo scorso marzo con il Mia Photo Fair di Milano, la più prestigiosa e importante fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte, dove Raffaele Montepaone ha esposto alcune delle sue opere che provenivano direttamente dalla Francia, dalle mostre di Arles e di Grenoble.
Al Mia il fotografo vibonese vince la I° edizione del Premio Ram Sarteano: le sue opere vengono trasferite a Rocca Manenti, dove rimangono esposte fino a fine settembre.
Il 2017 è l’anno di LIFE, il risultato del percorso di un decennio.
Montepaone spiega così la sua ricerca:
«Da tempo esploro le emozioni che lasciano solchi profondi e indelebili, fissando attraverso i segni del tempo il percorso e la storia non solo delle donne anziane che ho ritratto, ma anche della nostra cultura». LIFE | HANDS & FACES, è un progetto che torna in Calabria, dove è stato generato ma mai presentato, con un doppio appuntamento: venerdì alle ore 16 a Catanzaro a Palazzo Gagliardi, dove e Montepaone presenterà il libro con Rocco Guglielmo, direttore del MARCA, all’interno del Festival Leggere&Scrivere.
Sabato 21, sempre a Catanzaro lle 18.30 sarà inaugurata al MARCA, il Museo delle Arti di Catanzaro, la mostra personale “Oltre gli stereotipi” a cura di Simona Gavioli, che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2017.
Entrambi gli eventi saranno coordinati da Paola Bottero.
Scrive Simona Gavioli, che sarà presente all’inaugurazione: “Le opere di Montepaone raccontano la Calabria attraverso i volti e le mani di donne centenarie. Storie di persone con i tratti solcati dalla fatica e dal tempo, in cui l’immagine del corpo non è un dato oggettivo, non è un fatto, ma è un valore che risulta essenzialmente dall’influenza dell’ambiente e della storia personale del soggetto”. E aggiunge il direttore Guglielmo: “La Calabria diviene materia prima della scrittura fotografica. Portando avanti una singolare ricerca estetica e antropologica, Raffaele propone nei suoi scatti la visione magica e ancestrale di un Sud simile a quello trattato da Ernesto de Martino nei suoi studi; la dissolvente bellezza della gente descritta nelle poesie e nei testi di Corrado Alvaro e Leonida Repaci. In tal senso, le opere di Montepaone seguono le tracce di un particolare paesaggio antropico, ricercano un ambiente sociale oramai rarefatto, mettono insieme i frammenti di una cultura materiale in via d’estinzione. Un lavoro così concepito assume un forte valore non solo artistico, ma anche documentale e simbolico, offrendo la testimonianza di un’umanità semplice, fedele ai suoi riti e alle sue tradizioni, destinata – presto o tardi – a scomparire ma non ancora vinta dalla storia. Ed è facile lasciarsi coinvolgere dalla bellezza dei soggetti ritratti, avvicinarsi ad un mondo apparentemente lontano, eppure a noi così vicino”.
Caterina Sorbara