TARSIA (CS), venerdì 15 maggio 2026 – Non bisogna adorare le ceneri, ma coltivare il fuoco. La
tradizione non è guardarsi indietro per inorgoglirsi di un passato illustre, ma rendere quel passato
qualcosa che può diventare valore per il presente. È questa la sfida che la Calabria ha davanti con i
suoi Marcatori Identitari Distintivi (MID): non autocelebrarsi, non contemplare la bellezza, ma
governarla, organizzarla e trasformarla in conoscenza, reputazione, marketing territoriale, crescita
culturale, sociale ed economica. Insomma, usare il patrimonio immateriale della Calabria, che
parte da Alcmeone di Crotone, passa da Bruno da Longobucco, dalla scuola dei Vianeo di Tropea,
da Luigi Lilio e dal Moscato al Governo di Saracena, fino a Severino, come strumento per far
conoscere questa terra per ciò che realmente è.
AMARELLI: I MID SONO FUOCHI DA TENERE ACCESI, NON CENERI DA CONTEMPLARE
È questa una delle consegne più forti emerse a Tarsia nel confronto ospitato al Piccolo Teatro
Popolare in occasione della presentazione del volume Il medico a rovescio. Marco Aurelio Severino
nell’Europa del Seicento di Aurelio Musi, edito da Rubbettino. A proporre questa chiave di lettura,
parafrasando Gustav Mahler, è stato Fortunato Amarelli, Amministratore Delegato della Fabbrica di
Liquirizia Amarelli e Presidente del Digital Innovation Hub Calabria, intervenuto nel dibattito
dedicato al medico tarsiano, pioniere della chirurgia vascolare e tra i fondatori dell’anatomia
comparata.
MONTESANTO (MID): TARSIA MODELLO REPLICABILE, ORA AMPLIARE MAPPATURA
REGIONALE
Ancora più incisiva la riflessione di Lenin Montesanto, ideatore del progetto Marcatori Identitari
Distintivi per Calabria Straordinaria, che, nel complimentarsi con l’Amministrazione comunale per
l’esperienza avviata da Tarsia, ha ribadito come questo sia il modello replicabile in tutti i comuni
calabresi capaci di riconoscere, popolarizzare e rendere produttivi i propri marcatori. Il punto non è
aggiungere una targa a un elenco celebrativo, ma riprendere il lavoro sulla mappatura dei MID già
depositata negli anni scorsi, aggiornarla, ampliarla e inserire figure come Severino nel Pantheon
dei MID della Calabria. È dentro questa prospettiva che l’identità smette di essere memoria
decorativa e diventa progettazione: cultura, turismi, formazione, impresa, comunicazione e
reputazione internazionale.
TRADURRE LE OPERE INEDITE È LA PRIMA GRANDE SFIDA REGIONALE
Uno dei messaggi più concreti emersi dal confronto è stato rilanciato soprattutto da Aurelio Musi e
dal professore ordinario di Anatomia Umana dell’Università di Perugia Mario Rende: la Regione
Calabria deve sostenere la traduzione in italiano delle opere di Severino, in larga parte ancora non
accessibili al grande pubblico e agli stessi percorsi ordinari di studio. La produzione conservata
nella Biblioteca Lancisiana di Roma rappresenta un patrimonio scientifico enorme, capace di
rivelare ulteriori elementi di originalità medica, anatomica e culturale. L’appello, ribadito anche dal
sindaco Roberto Ameruso, è chiaro: finanziare ricerca e traduzioni non significa sostenere una
memoria locale, ma restituire alla Calabria un autore che l’Europa scientifica conobbe prima e
meglio della sua stessa terra.
A riguardo, la ricostruzione offerta da Musi nella ricostruzione storica e antropologica del medico
tarsiano ha restituito il profilo di un protagonista assoluto della cultura umanistica e scientifica tra
Cinque e Seicento. Un vero e proprio inno alla Calabria, ai suoi uomini, alle sue donne e a Marco
Aurelio Severino, protagonista di cultura umanistica e scientifica e patrimonio eccezionale per
questa terra. Severino non fu soltanto chirurgo, ma primo anatomo-chirurgo capace di fondare una
moderna chirurgia sperimentale, figura pienamente inserita nelle correnti europee del sapere e
testimonianza di una Calabria tutt’altro che isolata. È da questa consapevolezza che nasce la
necessità di rileggere un’intera stagione storica, nella quale il Mezzogiorno e la Calabria non furono
margini della modernità, ma luoghi di produzione, circolazione e sperimentazione.
RUBBETTINO: SUA LEZIONE CONTINUA A INTERROGARE MEDICINA
CONTEMPORANEA
IL 25 MAGGIO GLI STUDENTI A NAPOLI, DOVE SEVERINO OPERÒ
A NOVEMBRE IL PREMIO CITTÀ DI TARSIA INTITOLATO A SEVERINO
SEVERINO NATURALISTA, IL PONTE CON LE RISERVE DI TARSIA
La serata, condotta da Lenin Montesanto e apertasi con i saluti del sindaco Roberto Ameruso, è
stata arricchita anche dai contributi della responsabile del Museo Civico e della Civiltà Contadina
Sara Aloia, dell’economista Lilia Infelise e del consigliere regionale Elisabetta Santoianni. Un
parterre ampio, nel quale istituzioni, cultura, scienza, impresa e territorio hanno condiviso una
stessa necessità: fare di Severino non un nome recuperato dall’oblio, ma una chiave per
raccontare al mondo il contributo distintivo della Calabria alla storia universale. – (Fonte: Comune
di Tarsia – Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying).









