Calabria al centrodestra OCCHIUTO STRAVINCE Confermate le previsioni Deluso DeMagistris. Out Oliverio.

Nulla di nuovo rispetto alle previsioni. Alla fine le urne hanno ufficializzato la cessione della regione al centro destra, ora a guida Occhiuto. Il centro sinistra ha pagato pegno alle divisioni intestine che hanno portato a tre diverse candidature e a molte liste di sherpa a portar voti i cui unici veri beneficiari sono stati il PD e , in minore misura i 5Stelle. Il forte astensionismo avrebbe potuto ribaltare le previsioni della vigilia? Teoricamente si. Se l’elettorato di centro che non s’identifica con alcuna delle attuali formazioni di centro destra fosse andato a votare. Invece il nucleo degli astensionisti apparirebbe composto più da gente di centro-sinistra demotivata e delusa che ha preferito glissare l’appuntamento elettorale. Purtroppo molti di costoro saranno quelli che fra qualche tempo leveranno critiche e dissensi: facolta’, questa, che la loro scelta di non votare non permetterebbe. Ma, si sa, in Calabria, e’ molto facile mugugnare e poi – nel momento topico- evitare di metterci la faccia, a conferma di antichi retaggi di opportunismo utili a evitare le ritorsioni politiche che partiti-tribu’ riservano agli avversari. Obiettivita’ impone riconoscere che fino ad ora Occhiuto ha sempre evitato attacchi e denigrazioni verso gli altri competitors. Altri del suo schieramento tanto non hanno saputo o voluto fare a conferma di una mentalita’ politica ancora zavorrata dal pregiudizio. Al centro destra riconducibile a Forza Italia e sue costole, bisogna dar atto di avere gestito molto bene la collocazione dei candidati nelle varie liste. Il risultato per costoro e’ certamente premiante e accentua il ridimensionamento della Lega di Salvini, terza con pochissimo vantaggio su Coraggio Italia. Questo probabilmente rimettera’ in discussione il futuro organigramma della Giunta, come parrebbe da alcune dichiarazioni non tanto sibilline delle ultime ore. A centro sinistra Irto fa incetta di voti pur perdendo circa 2000 consensi rispetto alla precedente elezione. Si conferma l’uomo forte di un PD debole dopo anni di un Commissariamento che , molti sperano finisca presto: pago ma non appagato comunque di aver prevalso con margine su Luigi Muraca, il candidato supportato dal Sindaco metropolitano Falcomata’. Resta l’amaro in bocca per aver constatato come alcuni candidati riescano a muovere migliaia o decine di migliaia di voti al termine di una campagna elettorale globalmente sottotraccia fatta di gente sguinzagliata in ogni angolo dei paesi a chiedere voti a parenti, compari, amici e amici degli amici, che hanno, questi ultimi, comunque diritto di voto. Nei paesi la campagna elettorale da sempre e’ come una gara di atletica: chi chiede per primo il voto finisce quasi sempre per ottenerlo da parte di gente buona ma politicamente ingenua e poco informata e che si sentira’ vincolata dalla promessa fatta. La crisi del partitismo ha accentuato in Calabria questo fenomeno i cui effetti appaiono o sono stati in passato devastanti. Recuperare spirito di appartenenza politica e spirito critico volto all’affermazione del primato della scelta elettorale cosciente e non condizionata. E’ una utopia? Purtroppo il pericolo e’ proprio questo: che la soporizzazione delle coscienze vanifichi qualsiasi processo di analisi e di revisione critica delle proposte elettorali. Processo questo che collide con la scelta astensionistica di quella maggioranza!a ombra del 56% dell’elettorato che non e’ andato a votare. L’astensionismo massiccio ha interessato gran parte di coloro che con un ruggito di rabbia in passato avevano votato 5Stelle, restando poi delusi dal cambiamento in itinere dello spirito del movimento e dall’omologazione di coloro che promettevano di cambiare il mondo e la politica e scacciare molti potentati fuori dal Palazzo. Ma agli attuali leader Grillini questo importa poco. Meglio operare per restare al potere il più a lungo possibile, festeggiando laddove, in alleanza con il PD, hanno vinto ed ecclissandosi dalla scena laddove hanno perso. Gli astensionisti hanno decretato infine il fallimento della proposta di De Magistris che, ora, crediamo, abbia il dovere morale di svolgere fino a fine mandato il suo ruolo di consigliere di opposizione. Decidere di dimettersi apparirebbe un tradimento agli occhi di chi ha votato. Nulla da dire su Oliverio. L’elettorato lo ha abbandonato e forse punito piu’di quanto fosse ipotizzabile. Letta, rientrato in parlamento, esulta e parla di vittoria storica del PD. Nessuna parola sulla Calabria. Brutto segno. Ci fa pensare che anche lui come Salvini consideri la Calabria e i calabresi una fastidiosa appendice a sud di Eboli: terra oltre il confine del luogo dove il Cristo di Levi e’ ancora fermo. Terra di poveri cristi e di giovani senza futuro e senza speranza e di gente politicamente opportunista e di indole litigiosa. Terra da lasciare al suo destino di luogo negletto di mafie e di antimafia.Di lunghe attese e di speranze infrante.

Luigi Mamone