CATANZARO, venerdì 7 novembre 2025 – Per la prima volta in Calabria, col superamento della
gestione commissariale e la piena attuazione della governance delle aree marine protette
fortemente voluta dal Presidente Occhiuto, sono stati previsti, progettati e finanziati campi
ormeggio in tutta la Calabria. Non è un punto di dettaglio, ma un punto di non ritorno e senza
precedenti. A supporto vi è stato un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro con fondi
PNRR, finalizzati in definitiva ad avviare la valorizzazione e la tutela della biodiversità marina
regionale con metodi inediti. Con i campi ormeggio siamo di fronte ad un intervento innovativo che
coniuga la salvaguardia degli ecosistemi con la gestione intelligente delle coste e che segna un
punto di svolta nella visione integrata tra tutela ambientale e attività portuale.
GRECO (EPMR): GOVERNANCE DEL MARE CALABRESE SENZA PRECEDENTI
Ne è convinto il direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria, Raffaele
Greco precisando che nel caso particolare dei porti e degli spazi di rada saranno privilegiati
equilibri sostenibili tra la funzionalità economica delle infrastrutture esistenti nei siti dove sono
state realizzate nei decenni scorsi e la difesa nuova degli habitat. È un’attenzione concreta e sobria – rivendica – che in Calabria non c’era mai stata prima.
PIANI DI TUTELA PER DISCIPLINARE FUNZIONALITÀ E ACCESSO AI PORTI
Laddove esistono porti o approdi di rilievo, inseriti nella strategicità produttiva regionale – spiega
ancora – con l’entrata in vigore dei piani di tutela, tutto sarà finalmente regolamentato. Sono piani
in fase avanzata di elaborazione, sui quali stiamo lavorando in sinergia con gli enti scientifici e le
autorità marittime. Serviranno a disciplinare gli usi, le modalità di accesso e la funzionalità dei
porti, garantendo che ogni azione avvenga nel pieno rispetto degli equilibri ecologici e delle
esigenze di sviluppo dei territori costieri.
TUTELA, PRODUTTIVITÀ E SVILUPPO È UN EQUILIBRIO POSSIBILE
L’Ente parchi – aggiunge – è attento, come mai è stato fatto prima d’ora, ad intraprendere azioni
concrete di salvaguardia, sviluppo e fruizione consapevole delle aree protette ma tutela non fa
rima con inibizione. Tradotto: i nuovi piani – sottolinea – non potranno essere in contrapposizione
con le attività marittime e portuali. L’obiettivo, al contrario, è armonizzare le funzioni, non
bloccarle.
PORTI, RADE E APPRODI GOVERNATI NEL SEGNO DELLA CONSAPEVOLEZZA
I futuri piani di tutela e gestione – spiega il Direttore – dovranno tenere conto delle due dimensioni
che convivono lungo le coste calabresi: quella ecologica e quella produttiva e dello sviluppo. Non si
può difendere l’una cancellando l’altra. L’equilibrio per questo sarà la nostra bussola. Ogni porto,
ogni rada, ogni approdo dovrà essere governato dentro una visione che garantisca la tutela del
mare, ma anche la continuità delle economie costiere, perché la vera sostenibilità – conclude
Greco – è e sarà far convivere vita, lavoro e natura nello stesso spazio blu. – (Fonte: Ente Parchi
Marini Regionali Calabria – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto
Comunicazione & Lobbying).
