Zumpano (CS), martedì 26 maggio 2026 – Un bando pensato per sostenere l’autoproduzione
energetica nel sud rischia, così com’è costruito oggi, di penalizzare proprio una parte enorme della
Calabria: quella dei piccoli comuni, delle aree interne, delle aziende che producono lontano dai
grandi poli industriali e che continuano a rappresentare presìdi economici fondamentali contro lo
spopolamento. Se in Calabria solo 81 comuni superano i 5 mila abitanti, vuol dire che circa l’80%
del territorio resta fuori o ai margini di una misura che dovrebbe invece aiutare le imprese a
ridurre i costi energetici. Per questo Omnia Energia ha tracciato una proposta di modifica in tre
punti per il prossimo avviso, atteso in autunno: rendere il bando più aderente alla geografia reale
della Calabria e trasformarlo in una leva concreta per il rilancio dell’entroterra.
D’AGOSTINO A CONFINDUSTRIA COSENZA: PROPOSTA APPREZZATA DAL MASE
È quanto ha evidenziato Vincenzo D’Agostino, Amministratore di Omnia Energia, intervenendo nel
dibattito seguito all’incontro di approfondimento sull’avviso pubblico per la selezione di progetti per
autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (Bando FER Sud), ospitato nei giorni scorsi nel
Salone Conferenze di Confindustria Cosenza. All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il
presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante, la presidente della sezione
Energia, Chimica e Ambiente di Unindustria Calabria Rita Scalise, il presidente di Unindustria
Calabria Aldo Ferrara, il direttore generale del MASE Stefania Crotta, Ciro Colangelo di Invitalia e
Giorgia Mungo del GSE.
TRE CORREZIONI PER NON ESCLUDERE CHI PRODUCE NELL’ENTROTERRA
La proposta avanzata dall’Amministratore delegato della società energetica leader nelle rinnovabili,
parte da una considerazione semplice: la transizione energetica non può procedere con criteri che
finiscono per favorire soltanto i contesti già più strutturati. Eliminare il limite demografico, allargare
l’accesso anche agli insediamenti produttivi non formalmente ricompresi nelle aree industriali e
attribuire un punteggio maggiore alle imprese dei comuni più piccoli significherebbe rendere il
prossimo avviso più aderente alla geografia economica calabrese. In sostanza: meno abitanti ha il
territorio, più valore deve avere l’investimento energetico di chi decide di restare, produrre e
competere.
DAL MASE APERTURA A PORTARE IL TEMA AI LIVELLI EUROPEI
La proposta è stata accolta con attenzione dal Direttore Generale del MASE Stefania Crotta, che ha
manifestato pubblicamente la disponibilità a portare questa indicazione all’attenzione della
Commissione europea in vista del prossimo avviso. Un’apertura significativa, che conferma la
necessità di rendere le misure di sostegno alla transizione verde più coerenti con la realtà del
Mezzogiorno e, in particolare, con quella della Calabria interna. Proprio per questo, nei prossimi
giorni, il tema sarà anche al centro di un’interlocuzione con l’Assessore regionale all’Agricoltura e
alle Aree interne, Gianluca Gallo.
AUTOPRODUZIONE COME LEVA CONTRO SPOPOLAMENTO E CARO ENERGIA
La questione non è soltanto tecnica. È industriale, sociale e territoriale. Consentire anche alle
imprese dei piccoli comuni di produrre energia da fonti rinnovabili significa aiutarle ad abbattere i
costi, difendere margini, mantenere occupazione e rafforzare la propria permanenza in aree già
esposte a fragilità demografica ed economica. Il fotovoltaico, in questa prospettiva, non è solo
incentivo: è infrastruttura di resistenza produttiva.
OMNIA: IL SUD NON PUÒ PERDERE QUESTA OCCASIONE
Il Bando FER Sud è una grande opportunità. Ma proprio perché la misura è importante va resa più
inclusiva e più coerente con i territori che intende sostenere. Il prossimo bando – conclude
D’Agostino – deve correggere questa distorsione. Se un’impresa produce in un piccolo comune,
paga energia, crea lavoro e tiene in piedi una comunità, non può essere esclusa proprio quando
vuole investire in autoproduzione. La transizione verde deve essere giusta, concreta e aderente
alla realtà. Altrimenti rischia di aiutare chi è già forte e lasciare indietro chi ogni giorno resiste nei
territori più fragili. – (Fonte: Omnia É/Zumpano – CS – Comunicazione Istituzionale/Strategica –
Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).

