CORIGLIANO-ROSSANO (CS), venerdì 22 maggio 2026 – Le professioni del futuro nasceranno
sempre di più dove tecnologia, ambiente e sviluppo sostenibile riusciranno a parlare la stessa
lingua. È su questo terreno che la scuola è chiamata a formare nuove competenze: non soltanto
tecniche, non soltanto umanistiche, ma capaci di leggere i bisogni reali delle persone, dei luogh i e
delle comunità. Con Il respiro verde della scuola, l’IIS Majorana trasforma un progetto didattico in
laboratorio vivo di innovazione, benessere e cultura ambientale.
PROGETTO NATO DA SINERGIA DIPARTIMENTI ELETTRONICA E LETTERE
L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’Istituto d’Istruzione Superiore guidato dal Dirigente
scolastico Saverio Madera, che ha aderito al movimento delle Avanguardie Educative,
configurandosi anche in questo caso come palestra di compiti di realtà innovativi da condividere e
diffondere. Nell’ambito della sezione Adotta un’idea, il Majorana propone un progetto
interdisciplinare nato dall’incontro tra il Dipartimento di Elettronica e il Dipartimento di Lettere, con
l’obiettivo di tenere insieme sapere tecnico-scientifico, sensibilità umanistica, creatività e riflessione
critica.
CRESCITA E PARAMETRI VITALI PARETE VERDE CONTINUAMENTE MONITORATI
Al centro del progetto c’è una parete di muschio vivo dotata di un sistema di monitoraggio
avanzato. Sensori dedicati rilevano costantemente parametri fondamentali come temperatura,
umidità ambientale e pH dell’acqua, così da garantire le condizioni ottimali per la crescita e la
salute del muschio. I dati vengono gestiti attraverso un microcontrollore Raspberry Pi, che
consente il controllo da remoto dell’intero sistema e la trasmissione delle informazioni in tempo
reale alla pagina web dell’Istituto.
UN COMPITO DI REALTÀ NATO PER RIGENERARE L’INTERESSE DEGLI STUDENTI
Il progetto lavora anche su una dimensione più profonda: il rapporto tra ambiente e qualità
dell’apprendimento. La parete di muschio è pensata come strumento di rigenerazione dell’interesse
degli studenti. Secondo la teoria del recupero dell’attenzione, il contatto visivo con elementi
naturali favorisce una forma di stimolazione leggera, spontanea, capace di far riposare la mente
dopo lo sforzo cognitivo senza ridurre la vigilanza. È quella che viene definita morbida
fascinazione: una pausa naturale che aiuta a ridurre lo stress e a migliorare concentrazione e
benessere.
DALLA BIOFILIA ALLA SCUOLA CHE CURA GLI SPAZI
Ma c’è un insegnamento più grande che passa da quella parete ipertecnologica e naturale insieme,
quello volto a stimolare i sensi della biofilia, quell’innata predisposizione dell’uomo a cercare
contatto con la natura. Portare il verde vivo dentro la scuola, infatti, significa ripensare gli ambienti
non solo come contenitori di lezioni, ma come luoghi capaci di incidere sui processi cognitivi,
emotivi e relazionali. Lo spazio scolastico diventa, quindi, parte attiva della didattica.
Insomma, elettronica, ambiente, comunicazione, benessere, gestione dei dati e cura degli spazi si
intrecciano, anche in questo caso, in un’esperienza che prepara gli studenti a professioni nuove,
sempre più legate alla sostenibilità, alla sensoristica, alla progettazione intelligente e alla qualità
della vita. Insomma, una scuola che non separa ambiente e tecnologia, ma li mette insieme; che
non guarda all’innovazione come effetto speciale, ma come strumento per migliorare la vita delle
persone. Perché sviluppo, oggi, significa anche questo: formare giovani capaci di progettare luoghi
più intelligenti, più sani e più umani. – (Fonte: IIS E. Majorana/Corigliano-Rossano –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)

