Autonomia differenziata, Tavernise (M5S): scellerato il blitz di Calderoli in CalabriaNo ad una riforma che mette a rischio l’unità nazionale

“Invece di creare le basi per un progetto che poggia sui livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi e sul fondo perequativo – grande assente nel suo progetto di riforma – Calderoli punta a spaccare l’Italia in regioni ricche e povere, basando la sua autonomia differenziata su due principi molto pericolosi: spesa storica e trattativa “privata” della singola regione con il ministro “amico”, esautorando il Parlamento.

I cosiddetti Lep, infatti, devono essere garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Questo perché riguardano diritti civili e sociali da tutelare per tutti i cittadini. E invece già il termine “differenziata” sottintende che a qualcuno andrà di più e a qualcun altro di meno.

Definire i Lep, con il costo dei servizi uguali per tutti, significherebbe lasciare poche risorse in cassa – e probabilmente è proprio questo il motivo per cui non sono stati calcolati finora – e come potrebbero bastare 12 mesi quando non si è riusciti a farlo in 12 anni? Il dubbio è che si finga di volerli definire, quindi, e alla scadenza dell’anno considerare solo il criterio della spesa storica nella distribuzione delle risorse, aumentando i divari e le diseguaglianze dal trasporto pubblico ai servizi sociali, dagli asili nido alla polizia locale, dai beni culturali all’ambiente, su ben 23 materie.

Desta molta preoccupazione, ad ogni modo, il tentativo di regionalizzare la scuola o la sanità, quando già il Servizio Sanitario è nazionale solo sulla carta perché ci sono regioni come la Calabria in cui il diritto alla salute non è tutelato e non è garantito come in altre.

Bene hanno fatto, quindi, e a loro va il mio plauso, sindacati come la CGIL e la UIL a non partecipare all’incontro con il fautore di un progetto così scellerato, come lo ha definito anche il presidente Conte. Ma scellerato appare anche il blitz del ministro in Calabria, dove è venuto a trovare consensi ad una riforma che penalizzerebbe per prima proprio questa regione. Diciamo quindi no ad una riforma che mette a rischio l’unità nazionale, aumenta le disuguaglianze e va contro i dettami della nostra costituzione“.