CORIGLIANO-ROSSANO (CS), lunedì 23 febbraio 2026 – Nel triennio 2022 – 2024, soltanto l’1%
delle aziende del comparto agricolo calabrese ha goduto dei benefici dell’Agrisolare. Nello specifico
stiamo parlando di soltanto 970 aziende sulle 95.538 totali. Se consideriamo che il 40% dei fondi
previsti dalla misura sono destinati alle aziende dei territori del Sud Italia e che la Calabria vale
all’incirca il 10% del territorio del Sud Italia, emerge di tutta evidenza come si potevano e
dovevano avere aspettative del tutto diverse: la Calabria poteva tranquillamente ambire ad
raggiungere il 4%. Purtroppo, nella realtà, la nostra regione ha beneficiato soltanto del 3,4% dei
soldi messi a disposizione a livello nazionale, ovvero appena 80,9 milioni di euro sui 2.350 milioni
previsti. Ancora una volta le aziende del Nord del Paese partecipanti al bando, a beneficio delle
quali sono di fatto ritornate le ingenti risorse non spese, hanno ringraziato le aziende calabresi per
essere rimaste con gli occhi chiusi rispetto a questa straordinaria opportunità. Ecco perché
recuperare ora il tempo purtroppo perso diventa non soltanto un obiettivo ed una priorità di
sviluppo, ma anzi tutto una missione culturale di educazione al risparmio energetico ed alla
riduzione dei costi per sostenere la competitività territoriale e globale del nostro tessuto produttivo
e di trasformazione agricolo e per sollecitare il re-investimento in ricerca, innovazione e crescita.
A rendere noti ed a rilanciare i dati allarmanti registrati fino ad oggi, snocciolati dall’Amministratore
Delegato di Omnia Energia Spa Vincenzo D’Agostino, è stata Confagricoltura Cosenza nel corso di
un evento ad hoc dal titolo L’Agrisolare per le imprese, energia per lo sviluppo competitivo della
Calabria, promosso dalla Presidente Maria Grazia Minisci. Coordinato dal comunicatore Lenin
Montesanto ed ospitato nei giorni scorsi nell’Auditorium Alessandro Amarelli, a Corigliano-Rossano
l’evento era finalizzato a presentare in dettaglio la quarta edizione di una misura, finanziata col
PNRR e che è stata unanimemente definita una eccezionale opportunità di crescita e sviluppo per i
territori.
L’Agrisolare – ha sottolineato la Minisci aprendo gli interventi con parole di vicinanza e solidarietà
alle aziende ed alle famiglie colpite dall’esondazione del Crati – si conferma un percorso ed un
processo capace di produrre, dalla riduzione dei costi all’impatto ecologico per la decarbonizzazione, energia reale, economia reale e soprattutto di innescare innovazione in tutte le
declinazioni dei nostri sistemi di gestione, produzione e trasformazione agricola. È però – ha
scandito – una opportunità che deve esser saputa leggere dalle nostre aziende. Da qui l’esigenza e
l’impegno a spiegare e promuovere tutti gli aspetti tecnici e procedurali di Facility Parco Agrisolare,
la cui quarta edizione del bando di imminente uscita, mette a disposizione circa 789 milioni di euro
per installare impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati agricoli e agroindustriali, con agevolazioni e
contributi a fondo perduto fino all’80%. Nel corso del suo intervento la Presidente Minisci ha
toccato la questione dell’elevata parcellizzazione agricola regionale come limite da superare e
governare; il valore aggiunto dei giovani nel management aziendale capace di determinare,
secondo studi recenti, un + 40% di fatturato e la necessità di investire su capitale umano
specializzato, su trasformazione e diversificazione in agricoltura. Oggi – ha aggiunto,
complimentandosi anche con la missione pedagogica interpretata dall’Istituto d’Istruzione
Superiore (IIS) Majorana, diretto da Saverio Madera – leggiamo sicuramente un corso nuovo,
rispetto ad anni in cui è mancata in generale una visione di sviluppo a tutti i livelli. In questa
cornice di attenzione diversa a tutte le dinamiche dello sviluppo locale – ha concluso la Minisci –
dovremo affrontare in tutte le sedi anche i gap spesso derivanti dai contesti territoriali nei quali le
nostre aziende operano e investono, come ad esempio la necessità ed urgenza di aumentare la
cabine di assorbimento di energia pulita prodotta per evitare di minare alla base la stessa
cantierabilità ed opportunità di misure come l’Agrisolare.
Operiamo – ha confermato Maria Nunzia Gallo, presidente della Società Agricola Campotenese,
esperienza imprenditoriale che quest’anno ha compiuto i suoi primi 50 anni di attività e che da un
decennio investe nella produzione di energia rinnovabile – in un territorio con reti elettriche
obsolete, che spesso non riescono ad assorbire il surplus di energia. Anche con nuove cabine, il
territorio è saturo. Questo significa che non possiamo ancora sfruttare al 100% tutto il potenziale
dei nostri impianti. L’immissione in rete a la relativa retribuzione da parte del GSE, al momento per
noi non è fattibile. Ed è un tema che va affrontato: accanto agli incentivi servono investimenti seri
sulle infrastrutture di rete. Altrimenti rischiamo di avere imprese pronte a investire e territori che
non sono pronti ad accompagnarle fino in fondo
- Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).

