A Gioia Tauro i cantastorie a Km 0 hanno presentato: La leggenda di Donna Canfora e la Storia/Leggenda di Costanza Granata.


La città di Gioia Tauro nel lontano passato subì spesso gli attacchi dei pirati.
Tra le scorrerie più sanguinose si ricordano quelle del 21 aprile del 1535, della domenica delle Palme nel 1568 e della notte del 24 giugno del 1625.
Numerosi furono i gioiesi catturati dai pirati turchi e venduti come schiavi.
I più fortunati furono, invece, riscattati dai loro familiari che, per ottenere la liberazione dei loro cari, spesso erano costretti a vendere tutto quello che possedevano.
In seguito alle continue incursione fu allestito un sistema di avvistamento lungo la costa tirrenica.
A Gioia Tauro, oltre alle “Pescatrici del Piano delle Fosse”, le quali il poeta Emilio Argiroffi ha dedicato un’opera, si ricorda anche la triste storia della giovane Costanza Granata, aggredita e violentata dal bandito Rinaldo.
Il fuorilegge inseguito dalle forze dell’ordine fu, poi, ucciso mentre tentava di rifugiarsi nella torre di Don Giacomo.
Un’altra storia che viene ricordata, appartenente alla vicina Palmi, è quella di una gentildonna ricchissima e bellissima , di nome donna Canfora.
Rimasta vedova da giovane, volle dedicare la sua vita alla devozione verso il marito morto.
Canfora era amata da tutti, e si diceva che avesse una predilezione per i tessuti pregiati.
La sua fama giunse alle orecchie dei Saraceni, i quali decisero di rapirla.
Arrivati a Palmi in località Pietrenere, imbandirono un sontuoso mercatino dove esposero le loro merci più pregiate, come stoffe, spezie e tappeti di primissima qualità, esposte appositamente sul ponte della nave, in modo da attirare Donna Canfora verso l’imbarcazione.
Donna Canfora vi si recò, convinta dalla propria governante, e salì sul ponte della nave, ad osservare le merci pregiate.
Non appena cadde in trappola, il capitano ordinò di mollare gli ormeggi, e la nave cominciò ad allontanarsi dalla spiaggia.
La giovane donna, disperata, si gettò oltre il parapetto, ingoiata dal mare della sua amata terra, morendo così annegata.
Ebbene Costanza Granata e Donna Canfora, sono state le protagoniste di un incontro che si è tenuto qualche giorno fa a Gioia Tauro, nelle sede dell’Associazione Pensionati, presieduta dal cav. Natal Zucco.
Antonio Castellano, imprenditore, dialettologo e Presidente del Rotary Club Gioia Tauro, ha riscritto in dialetto calabrese le due storie( per Costanza Granata con un finale carico di fede e speranza) fortemente convinto che è importante non perdere le proprie radici, ma riscoprirle e valorizzarle.
Castellano ha dichiarato:” Per sapere dove vuoi andare, devi conoscere da dove vieni”.
Il lavoro su Donna Canfora è stato impreziosito dalle tavole dell’artista Carmelo Raco, mentre per Costanza Granata dall’artista Franco Petrolo.
L’evento dedicato ai soci del sodalizio si è aperto con i saluti del Cav. Natal Zucco, il quale si è soffermato sulla storia del sodalizio nato da un’idea del prof. Italo Proto.
A seguire il dott. Edoardo Macino, raffinato uomo di cultura, si è soffermato sulla storia delle incursioni saracene e sulle torri di avvistamento del Piano delle Fosse.
Subito dopo Antonio Castellano accompagnato dal musicista Sergio Raso hanno incantato il numeroso pubblico presente.
Infine don Antonio Scordo, padre spirituale del sodalizio gioiese ha concluso con un messaggio di speranza, affinchè il drammatico momento che il mondo sta vivendo a causa della pandemia, possa finire presto.
Presenti in veste di soci il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio e la prof. Milena Marvasi Panunzio, presidente dell’Associazione Culturale Kairos.
L’evento si è concluso con un conviviale rinfresco, nel rispetto delle regole anti Covid.
Caterina Sorbara

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