ITALIA – Una nazione allo sbando. Chi s’affanna. Chi attende. Chi tende tranelli….

Braccio di Ferro
Luigi Mamone
#metropolitanpost
Una nazione allo sbando. Chi s’affanna. Chi attende. Chi tende tranelli. Chi langue in attesa che effettivamente accada qualcosa che ridìa speranza e ossigeno ad un popolo che non ce la fa più. E che, veramente, più che cittadino appare oggi gleba. Non casualmente si sente parlare solo di sussidi di povertà e di pensioni. Nessuno che parli di incrementare il numero degli occupati stabili. Nessuno che dica che il lavoro è l’unico antidoto per combattere le mafie. Che sono tante, trasformiste, dinamiche, intelligenti e camaleontiche, capaci di cambiare pelle e colore alla bisogna. L’apparato del secondo ventennio della dittatura “capitalistica massonico mafiosa” messo in atto dalla nomenklatura dell’era berlusconiana e poi proseguito nel lungo “Regnum” di Napolitano, abile monarca di una Repubblica non più democratica e che con l’algido Monti, e poi con Renzi che dissolse nel vorticare dell’attimo in cui strappò a Enrico Letta la campanella, quegli germogli di positività che il giovane, capace e soprattutto “onesto” premier PD aveva palesato e che l’intelligencija non volle consentire che potessero crescere e dare frutti. Di fatto un Renzi pifferaio magico per la sua base di partito e per parte degli italiani che in lui avevano creduto e che però – a sua volta – era certamente organico a una inesplorata sfera di potere legata al sistema bancario e assicurativo e al mondo della alta finanza. Strade, queste, precluse a tutti coloro che devono restare a marcire nella precarietà e consumare la vita nello squallore della provincia e nell’attesa che qualcosa accada e che – ormai disperati – hanno dato fiducia ai nuovi profeti dell’ultima ora. “Flat Tax” e “Reddito di Cittadinanza” e braccio di ferro con i burocrati di un’Europa – che a parte regolamenti astrusi, espressione di millanta ottusità di oscuri burocrati, pagati per complicare la vita ai cittadini di tutta Europa in nome di presunte esigenze di semplificazione e di tutela di privacy a altre bagattelle, non spiega come possa essere possibile che l’economia del sud, lungi dall’essere stata valorizzata e difesa sia stata in moltissimi casi mortificata e addirittura portata al default per favorire importazioni di prodotti dal vicino nord Africa e dal vicino e Medio Oriente e dal sud America. Queste brevi considerazioni di aritmetica politica alla fine hanno portato ad un voto verso forze – fra loro ideologicamente distanti, quasi agli antipodi, ma che, accomunate dal porre attenzione verso bisogni elementari e semplici di gente che si è sentita e si sente allo sbando e oppressa da un fisco rapace, ha concretizzato la profezia geometrico politica di Aldo Moro: Ovvero che anche in politica due rette parallele all’infinito possano incontrarsi ( e condividere programmi di governo ) . Moro rivolgeva il suo pensiero a due rette parallele potenti, organizzate sul territorio e ricche di un background culturale e ideologico che oggi non esiste più: DC e PCI. Hainoi, le due rette che forse daranno vita a un governo, rappresentano solo la comune matrice della contestazione contro la dittatura dei boiardi di Stato e l’ansia di un rinnovamento che il popolo vuole, ritrovandosi su presupposti – in nuce nazionalisti e per certi aspetti antieuropeisti. Lega e Movimento Cinque Stelle, mancano ancora di esperienza e soprattutto di buon senso. Mai fare il braccio di ferro contro il Quirinale sul nome di un Ministro ! Inutile perdere tempo intestardendosi per imporre come ministro l’economista Savona. Il Quirinale ( e il suo inquilino attuale ) non è detto che, sotto sotto , imponendo un niet sperino che tutto salti e si ritorni alle urne. Oggi era importante – atteso che comunque Mattarella aveva accettato il nome dello sconosciuto Prof. Giuseppe Conte – dare dimostrazione di senso dello stato e di spirito di responsabilità . Cosa che fino ad oggi non è accaduta e che – come previsto nei nostri precedenti editoriali – già evidenzia borse in ribasso e aumento dello spread: strategie europee e pan germaniche davanti alle quali si resta inani facendo il braccio di Ferro con Mattarella per imporre il nome di Savona! Cose inaudite! Macchiavelli e Cencelli si rivoltano nella tomba, Gratteri che fu bloccato come Ministro da un niet di Napolitano si contorce e il tempo passa inesorabile senza che nulla accada. Normalmente, a tre mesi dalle elezioni politiche, il premier, nuovo o riconfermato che fosse – tracciava già i primi risultati della propria azione di governo. I dicasteri erano stati assegnati e l’attività parlamentare iniziata con gli on. scaldasedie, già impegnati nelle varie commissioni alle quali erano stati destinati. Oggi l’Italia è ferma. Al sud gerarchetti della nuova ora, oscuri araldi di un centro destra non più immune da condanne e dunque non pacificamente rappresentabile, sono stati e costretti a convertirsi a Salvini e ora gonfiano il petto in attesa di sporcare di merda la camiciola nuova nuova mai prima avuta e da poco indossata meditando epurazioni, vendette e forme di esercizio di un potere settario in una area geografica sempre più povera e intrisa di mafioserie, parlando ancora di “Destra”. Ma, sorge spontanea a la domanda: In Italia esiste ancora la destra? Esiste ancora la sinistra? Esiste ancora il centro? O ci troviamo solo davanti ai cocci di una Repubblica andata in frantumi e ora soffocata da un giacobinismo di ritorno davanti al quale gli apparati dello Stato – legati al potere del secondo ventennio e della nomenklatura finanziaria – non resteranno fermi a ad aspettare che il campionato di Braccio di Ferro finisca e si capisca chi abbia vinto il Trofeo Savona per decidere il futuro dell’Italia. Buon senso e soprattutto, senso dello Stato avrebbero imposto trovare subito un nome diverso per aggirare il Niet di Mattarella ed iniziare a far ripartire l’Italia. Tanto non sta accadendo e questo ci fa essere non tanto pessimisti ma addirittura scoraggiati sul futuro di una terra dalla quale i nostri giovani sempre più numerosi meditano di andar via. Senza ritorno.