TAURIANOVA – EMILIO ARGIROFFI,IL NERUDA CALABRESE.

EMILIO ARGIROFFI,IL NERUDA CALABRESE.

“Perche’ ricordare/ E’ l’unica forma possibile di vita/ Ricordare e’ non morire./Non morire mai /Ricordare e’ vita eterna”.
Con questo spirito si e’ tenuta l’iniziativa a Taurianova ,nella sala Macri,voluta dall’Amministrazione Comunale e dal Circolo Rhegium Juli,per ricordare il poeta,scrittore,pittore,politico,medico:Emilio Argiroffi.
Era soprattutto un uomo che amava il mondo e tutte le cose e che amava soprattutto i piu’ poveri e gli umili.
Emilio Argiroffi,”il medico dei poveri”, era siciliano,di Mandanici,un piccolo paese vicino Messina e apparteneva ad una famiglia della Borghesia liberale e il padre e’ stato anche, Sindaco del paese siciliano.
Arrivo’ a Taurianova nel 1949,dopo la Laurea a Messina, per lavorare all’Ospedale della Citta’.Argiroffi resto’ affascinato e colpito da una realta’ fatta da tanta gente povera ed umile e sposo’ la causa delle Braccianti della Piana che lavoravano nei grandi latifondi, per un sacco di farina e qualche litro d’olio.
Amo’ Taurianova,dove fu anche Sindaco,e la defini’:”la Regina della Piana”.
Il Poeta e il pittore, fu atratto dai colori e dalla profondita’, che “ fanno dimenticare il dolore di questa terra”.Si prodigo’ per le lavoratrici agricole che venivano colpite,a causa del lavoro a piedi scalzi nelle piantagioni di ulivo,di una malattia,l’Anchilostomiasi,che le piante trasmettevano alle braccianti e li portava alla morte.Scrisse un saggio rimasto negli annali della letteratura non solo medica,ma meridionalistica,alla Umberto Zanotti Bianco.
La Calabria degli emarginati e degli ultimi, fu per Argiroffi,maestra e fonte di ispirazione:”La mia Universita”’,diceva.
A una contadina che porto’,al suo ambulatorio medico, in braccio, suo figlio denutrito e malato ,disse:”Ruba una gallina al tuo padrone e fai un brodo per il tuo bambino,senno’ muore”.Questo era il Senatore Argiroffi e per questo era amato dalle donne di Taurianova, che, recitavano il Rosario, perche’ lui venisse eletto Senatore, cosi’ come fu ,per diverse Legislature.
Un politico,un poeta,un uomo curioso e attratto dai particolari.
Appena incontrava una persona la guardava negli occhi,la faceva mettere in posa e faceva un disegno.Era il modo di Emilio Argiroffi di far sentire importanti e di entrare in contatto , con le persone piu’ semplici.
La Calabria non e’ un’idea,ma la terra che calpestiamo,diceva Fortunato Seminara e Argiroffi ,fece sua ,questa scelta.Ma Argiroffi, era soprattutto un Poeta,di poesie variegate,sonore,onomatopeiche,delicate,forti,dolcissime,aspre,spropositate.
Poesia,dal latino Poesim,vuol dire “Fare” e Argiroffi ha fatto tanto e ci ha consegnato delle opere bellissime:” I grandi serpenti miei amici,La grotta di Endimione,Le azzurre sorgenti dell’Acheronte,Viaggio a Micene,Le stanze del Minotauro,Gli usignoli di Botonuse.
Un uomo che ebbe un grande rapporto con la sorella Maria,timida,bellissima “ l’ombra bionda,eterea,elegantissima di Emilio” cosi’ la defini’ Giorgio Bocca.
Quando Emilio mori’, nel 1998 ,anche la sorella Maria, ha incominciato a morire.
Emilio Argiroffi e’ stato ricordato in questo convegno in modo completo da: Fabio Scionti Sindaco di Taurianova,da Marzia Matalone,da Lucia Ferrara,da Annarosa Macri’,da Antonio Roselli ,da Pino Bova.
Bellissime e suggestive, sono state le letture di alcune poesie del Poeta ,da parte di Maria Rosa Ferraro e Luigi Mamone.
“Io non morro’ mai,sorgo dalle mie ceneri…Ritorno per ricecare quella verita’ che molti vorranno uccidere…Ci rivedremo ancora… rivedremo la fiumara del nostro cammino…l’aspra fiumara del nostro destino”.
Pino Bova, Presidente del circolo Rhegium Juli ,con il quale Emilio collaboro’, realizzando i “Caffe’ letterari”,infine, ha letto alcuni suoi versi dell’opera postuma, “Il canto del cigno”.

Taurianova 28 Maggio 2018 Aldo Polisena