ROMA – Il secondo E-Prix di Roma e’ stato un successo.

Nonostante la pioggia che durante le prove e prima della gara ha bagnato il circuito ponendo per prima volta in 5 anni i piloti dell’E -Circus a correre nella condizione di gara bagnata il secondo E-Prix di Roma e’ stato un successo. Il poleman Andre Lotterer e la sua DS Teechetah partiva benissimo seguito da Buemi e dal resto della muta dei riders dando l’idea di poter allungare. Alle spalle pero’ Lopez e Bird, complice l’asfalto viscido, innescavano un toboga che parcheggiava con vario angolo di contatto ben 8 monoposto costringendo la direzione Gara alla bandiera rossa. Stop
di quasi un’ora e al secondo start Lotterer si ripeteva seguito dalla Jaguar di Mitchell ” Mitch” Evans, talento neozelandese alla ricerca del primo successo in F. E. In terza posizione – dapprima in scia- e poi a qualche sia pur breve distanza l’ex della Mc Laren F.1 Stoffel Vandoorne che intelligentemente, non potendo inserirsi fra i due di testa, in lotta sulla cortissima distanza, restava alle loro spalle sperando che i due si eliminassero guidando con sufficiente margine su Buemi, quarto fino a due giri dalla fine quando veniva passato da Frijns. Lotterer e Evans pur dandoci dentro non commettevano errori. Evans con una manovra da applausi si affiancava in curva a Lotterer nell’ultimo terzo di gara sfruttando, non senza un lieve contatto, un piccolo spazio e la migliore traiettoria in uscita di curva e prendeva la testa facendo sua la vittoria contro Lotterer che solo all’ultimo giro si arrendeva. Alle loro spalle – lontano dal podio e dalla cronaca di un Emanuele Pirro che preferiamo di gran lunga in veste di pilota che non in quelle – non sue- del telecronista la gara si accendeva di una serie di duelli conditi anche da qualche spettacolare sorpasso di Lucas di Grassi con l’ Audi Schaeffler e registrava il ritiro di Felipe Massa , 6°, causa rottura della trasmissione della Venturi, che appiedava anche il suo compagno di team Edoardo Mortara. Il livello della gara rispetto allo scorso anno quando Sam Bird vinse in solitudine e’ cresciuto esponenzialmente. Le vetture hanno autonomia per l’intera gara e il livello prestazionale e” aumentato. L’organizzazione efficiente in tutto ha mostrato carenze solo nella gestione dell’afflusso del pubblico costretto a fare piu’ e piu’ volte il periplo del perimetro dell’area alla ricerca dell’accesso giusto per la tribuna indicata nei biglietti in vendita tramite PC spesso mandati nella direzione sbagliata da stewards cortesi ma poco informati sulla logistica dell’ impianto . Bastava indicare nel biglietto anche la stazione della Metro piu’ vicina per risolvere il problema. A parte questo e alla scarsa carica dei telecronisti tutto al top. Compreso l’E village, ricco di attrattive e novita’ in tema di E mobility e con i vari teams che hanno fatto a gara a chi proponeva l’hospitality point piu’ bello e la migliore accoglienza. Unica assente- non giustificabile- la FCA ergo gli orfanelli di Marchionne che ben potrebbero sfruttare gli E prix per rilanciare il marchio Lancia portando in pista un team con i colori lancia e una monoposto con un’anima made in Ferrari. Sarebbe, consentitecelo, …”elettrizzante” . L’E Prix ha visto el primo pomeriggio anche la gara del monomarca elettrico Jaguar “E Pace” vinto sempre da Evans ed e’ stata preceduta dallo spettacolare passaggio a bassa quota e con fumata nazionalistica delle Frecce Tricolori: la pattuglia acrobatica della Aeronautica militare presente nell’ E village con uno stand e con un sofisticato simulatore che ha concesso ai fortunati che sono riusciti ad entrare di fare un volo virtuale a bordo devli Ab 339 della pattuglia.

14 Aprile 2019 Luigi Mamone

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