Il caso del libro “Dal profondo del cuore” di Benedetto XVI e del card. R. Sarah

«La vita e i giorni» Vincenzo Leonardo Manuli

Il celibato sacerdotale, l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati, è il caso di questi giorni che investe la chiesa cattolica, in particolare, quello che dirà papa Francesco nel documento che pubblicherà dopo il Sinodo sull’Amazzonia, si attende una sua risposta che sta scuotendo il mondo ecclesiale, l’ala conservatrice e quella progressista.
Il caso si è acceso dopo la pubblicazione del libro a quattro mani, di Benedetto XVI, papa emerito, e del card. Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti: «È unicamente il nostro amore per la Chiesa che ci ha spinti a impugnare la penna per voi, affermano gli autori».
Se non fosse per l’intervento di Benedetto XVI, non ci sarebbe stato questo polverone, al punto che ha ritirato la firma del libro, già dato alle stampe in Francia, dal titolo «Des profondeurs de nos couers», e pronto in Italia, dove la traduzione in italiano di «Dal profondo del cuore», di Nicolas Diat, 137 pp, già effettuata con tanto di editore, della casa editrice, Cantagalli di Siena.
Tra Benedetto XVI e il card. Sarah, è intercorso nel 2019 un rapporto epistolare, colloqui, che hanno in seguito portato alla stesura di un volume dedicato a tutti i sacerdoti. La stampa ha subito rivelato i contenuti del libro, purtroppo senza approfondirne i vari passaggi.
La prima parte è di Benedetto XVI, qui egli sviluppa una teologia del sacerdozio cattolico, scavando nell’esegesi biblica per chiarire in chiave cristiana il sacerdozio. La seconda parte è curata dal card. Sarah e ha per titolo: “Amare fino alla fine. sguardo ecclesiologico e pastorale sul celibato sacerdotale”. L’introduzione, “Perché avete paura”, e la conclusione, “All’ombra della croce” sono firmati dai dai due autori.
Perché tanto clamore? In un tempo di secolarizzazione, dove il ruolo della chiesa è sempre defilato, cosa può interessare alla società il celibato sacerdotale o l’ordinazione di uomini posati? Lo scontro è all’interno della chiesa, tra i seguaci di papa Francesco e quelli di Benedetto XVI? La società sta cambiando, le nuove sfide richiedono una chiesa che sia idonea ad affrontare problemi nuovi, e sono diverse le questioni, sui temi della morale, l’eutanasia, i diritti delle coppie omosessuali, il ruolo della donna, e il ministero sacerdotale. È chiaro che c’è una crisi nella chiesa, si vive uno stato di confusione, teologico, dottrinale e pastorale, una crisi nel sacerdozio, l’identità è venuta meno in una società non più cristiana. A questo stato di cose è necessario rivedere il celibato sacerdotale?
Il sinodo dell’Amazzonia, celebrato l’anno scorso ha affrontato diversi temi, tra cui le tante chiese che mancano di aiuto pastorale, ma che conseguenze avranno sul resto della chiesa le decisioni di papa Francesco? Perché privarci di questo importante contributo, e subito messo in discussione da forti pressioni mediatiche?
Mi piace concludere con le parole che terminano il testo: «Viviamo con tristezza e sofferenza questi tempi difficili e travagliati. Era nostro preciso dovere richiamare la verità sul sacerdozio cattolico. Con esso, infatti, si trova messa in discussione tutta la bellezza della Chiesa. La Chiesa non è soltanto un’istituzione umana. È un mistero. È la Sposa mistica di Cristo. È quanto il nostro celibato sacerdotale non cessa di rammentare al mondo».