CINQUEFRONDI – La storia incredibile ma vera dell’attuazione perversa del federalismo fiscale.

Inizio’ nel 2001 con la modifica del Titolo Quinto della Costituzione e la conseguente entrata in vigore del Federalismo fiscale e prosegue, oggi,con la richiesta di tre Regioni del Nord Italia, di autonomia differenziata,la completa emarginazione del Sud del nostro Paese.
In questi anni ,attraverso il perverso meccanismo del Federalismo Fiscale, spiegato a Cinquefrondi,nel corso di un Convegno, dal giornalista del Mattino Marco Esposito,le Regioni Meridionali si sono viste spogliate di servizi e risorse a causa del blocco dei finanziamenti da parte dei Governi Centrali.
Nel libro “Zero al Sud”(Rubettino) questa storia viene documentata con tanto di prove ad iniziare dal 2011,quando il Governo Monti,mette in atto il Decreto “SalvaItalia”,tassando le case e tenendo il cinquanta per cento dell’introito finanziario e successivamente,nel 2012, quando costringe i Comuni ad applicare l’Imu sulla casa , non trasferendo le risorse al fondo di solidarieta’comunale.
Si continua ad abbassare i livelli essenziali delle prestazioni e i cittadini del Sud ne’ fanno le spese e si ritrovano privati di servizi sanitari,di asili nido e di servizi territoriali.
Nel 2017, tre Regioni Italiane,la Lombardia,il Veneto e L’Emilia Romagna,che hanno il gettito fiscale piu’ alto, rispetto al resto d’Italia,si inventano un Referendum per chiedere l’Autonomia Differenziata e la gestione di venticinque Leggi Costituzionali con il mantenimento di tutte le risorse derivanti dall’applicazione di queste Leggi.
E’ qualcosa di falso,di ingannevole,di fraudolento e i veri obiettivi sono di emarginare ,ancora di piu’,le Regioni Meridionali.
Si cerca di far passare la logica che il Nord ha diritto all’Autonomia Legislativa e finanziaria e il sud e’ accontentato con il Reddito di Cittadinanza.
Continua la predazione del Sud,iniziata con l’Unita’ d’Italia,quando lo Stato Sabaudo s’impossesso’ di tutte le risorse ed attivita’ esisistente nel Regno delle due Sicilie.
“L’unita’ d’Italia” rischia di saltare perche’ si prefigura uno Stato costituito dalle Regioni a Statuto Ordinario,da quelle a Statuto Speciale,da Regioni ad Autonomia Differenziata e da quelle COMMISSARIATE e cioe’ le Regioni del Meridione.
Allora cosa resta da fare?
“Incominciando-ha consigliato il Pofessore Walter Nocito-a ricorrere al Tar contro il riparto dei fondi attraverso il Regionalismo differenziato”.
“Il mio Comune l’ho ha fatto-ha affermato Michele Conia-Sindaco di Cinquefrondi”
“E’ una battaglia politica-ha dichiarato Michele Tripodi-Sindaco di Polistena- e i deputati eletti nel Sud, debbono assumere un impegno concreto per contrastare questa sciagura”.
“I Comuni rappresentano l’anello debole dello Stato-ha affermato Gianluca Callipo-Presidente dell’Anci Regionale e non abbiamo la possiblta’ di assumere nemmeno un vigile urbano”.
Il giornalista Mario Melido’ ha evidenziato come questa battaglia richieda l’impegno delle Istituzioni e dei cittadini che finalmente “incominciano ad aprire gli occhi”.

Cinquefrondi 9 Febbraio 2019 Aldo Polisena