CALLIPO PRESIDENTE SAPRA' SOSTENERE L'IMPROBO CARICO?

L'EDITORIALE di Luigi Mamone

La candidatura di Filippo Callipo ha dato un nome e un volto all’asse del centrosinistra e – forse- di cio’ che resta dei Cinquestelle. Purtroppo l’adamantina proibita’ di Callipo – mutuando il termine di un interessante post FB della collega Terry Boemi- non sappiamo se potra’ bastare a vincere e a dar vita a un governo della regione realmente riformatore. La sola figura e la sola integrita’ morale’ di Callipo sarebbero sufficienti – se verra’ eletto – a far cambiare il corso delle cose ? L’intelligencija dell’apparato burocratico e chissa’ quali forme di ricatti politici da parte di consiglieri eletti, come sempre, da comitati elettorali vasti, eterogenei e non controllabili, fara’ si che l’azione del governatore venga imbrigliata e che la storia della sterile azione degli organismi regionali e del legislatore regionale si ripeta in un triste dejavu che confermerebbe lo sconfortante adagio che nulla mai in Calabria potra’ cambiare, fra burocrazia esasperante, distacco dai territori, mandato elettivo inteso come ostentazione di status ed interessato esercizio di potere e l’eterna guerra fra Stato e antistato in nome della quale – nonche’ delle statistiche d’apparato – spesso nel tritacarne finiscono soggetti erroneamernte o frettolosamente ritenuti collusi, vicini o, ab externo, sodali alle cosche, con conseguenti sequestri finalizzati alla confisca e attivita’ affidate ad amministratori che – e’ dato acclarato- portano quasi sempre le aziende al fallimento. Cio’ tralasciando di soffermarci sull’ infelice destino di tanti politici regionali che da “padroni” di turno di Palazzo Campanella e della Cittadella di Germaneto sono diventati ospiti – a torto o a ragione- delle patrie galere. La rivoluzione vera e’ creare lavoro e snellire gli iter burocratici che rappresentano la zavorra che ancora nel guado melmoso la Calabria. La mafia e le ndrine si combattono creando lavoro. Dando ai giovani una chanche per restare e per lavorare, con dignita’ e non con stipendi o salari da schiavi . Restituire produttivita’ ai comparti di una economia da tempo in coma soprattutto nel reggino. Essere vicini ai comuni ormai quasi tutti alla soglia del dissesto o comunque nelle ambasce causate dal Federalismo Fiscale – vergognoso retaggio del ventennio di Berlusconi e Bossi – e tradottosi in un vero spoil system che ha annullato, con l’imposizione di tariffe IMU insostenibili, il “frui” del diritto di proprieta’, di fatto trasformando i proprietari dei suoli i meri affittuari degli stessi. Sapra’ Callipo rilanciare immediatamente l’offerta sanitaria non pensando che l’unica opzione sia costruire mega ospedali ma riaprendo nel brevissimo termine le tante strutture presenti in molti paesi e da anni – specie nel reggino- non utilizzate “perche’ va costruito il mega ospedale unico” che forse sara’ fatto attraverso un mega esproprio, un mega progetto, e un mega appalto. Questo, mentre nel reggino restano vuote strutture ospedaliere a Taurianova, Gioia Tauro, Oppido Mamertina, Cittanova e Palmi immediatamente utilizzabili e la gente muore anche per una appendicite o per un parto. E’ come – ci si consenta un paragone che non vuole essere irriverente – l’imprenditore Callipo proteso alla costruzione di un suo nuovo megastabilimento chiudesse l’attuale e interrompesse – nelle more – di produrre tonno. Avra’ Callipo la forza per fare pulizia dentro la giungla dei burocrati ASP intoccabili e fino ad oggi non indagabili – o quantomeno raramente indagati – ma che sono certamente in tutto o in parte responsabili della paralisi e della enorme voragine debitoria delle ASP? Sapra’ imporre regole per contrastare le spese legate ad appalti per forniture sanitarie mai realmente controllabili sotto il profilo della economicita’ della scelta e delle modalita’ di gestione del bando e della gara, creando un unico provveditorato. Unico centro di acquisto regionale per tutta la sanita’ calabrese da far gestire- questo si! ‘ – da ufficiali di alto rango fino ad oggi utilizzati come commissari/manager ma rivelatisi tutti impossibilitati a gestire qualsiasi ASP dove siano stati mandati per far pulizia e risanare i bilanci. Riuscira’ Callipo a modernizzare la mobilita’ restituendo funzionalita’ alle ferrovie interne delle linee Taurensi dismesse dalle FdC ma che con costi sostenibili sono ancor oggi perfettamente idonee a essere trasformati in metropolitana leggera ma invece furono soppresse al tempo di Scopelliti e lasciate marcire da un Oliverio piu’ interessato – in sinergia trasversale con Occhiuto – a sventrare Cosenza per costruire una metropolitana senza un bacino di utenza tale da giustificarne i costi astronomici necessari alla sua realizzazione e oggi rimasta peraltro incompiuta. L’ennesima incompiuta di una Calabria al collasso. Avra’ la forza Filippo Callipo per combattere contro quest’insieme di elementi che interagiscono e di fatto paralizzano ogni azione riformatrice?

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